Finanziamenti Agriturismo: Bandi Europei a Fondo Perduto per aprire Agriturismi in Tutta Italia

L’Agriturismo, per definizione, è una forma turistica particolare nella quale un ipotetico turista è ospitato all’interno di un’azienda agricola.  E’ un business praticato e diffuso in tutto il mondo, anche se principalmente si sviluppa nel tessuto socio-economico Europeo e in quello Giapponese.  Il termine agriturismo è coniato nelle metà degli anni sessanta, in un periodo di promozione turistico culturale, dopo il primo dopo guerra e i numerosi investimenti fatti per la ricostruzione nei paesi Europei, grazie anche al piano Marshall.  In Italia è citato questo termine in una legge quadro sul turismo del 1983 nella quale si parla di alloggi agroturistici, mentre il concetto stesso è sottolineato due anni più tardi in una legge emanata ad hoc.

Nei prossimi capitoli cercheremo di aiutare le persone, di solito giovani, che vogliano intraprendere questo tipo di attività nel 2019. Vista la penuria di lavoro e le condizioni macroeconomiche italiane sempre più in picchiata (PIL e Disoccupazione), fermo restando la misura socio-assistenziale legata al Reddito di Cittadinanza di cui vedremo le ripercussioni, capita sempre più spesso che chi si trova in stato di disoccupazione voglia intraprendere un’attività imprenditoriale.

L’iniziativa legata a idee e alla passione giovanile spesso si coniuga in un ritorno alla terra e ai suoi frutti, ai quali siamo connessi indissolubilmente, sfociando in un’attività meramente agricola o, nel nostro caso specifico, agrituristica. Il sogno di molti ragazzi può essere proprio questa, l’apertura di un agriturismo magari nella propria terra natia in virtù di una valorizzazione culturale degli usi, costumi, dei sapori e degli odori legati alla natura.

Purtroppo servono dei fondi non indifferenti per l’apertura ex novo di un agriturismo o comunque per la messa in opera di un’attività connessa a quella agricola già presente e, per questo, si ritiene necessario ricercare tra le varie opportunità finanziarie, quelle inerenti finanziamenti erogati a condizioni agevolate o, addirittura, a fondo perduto.

Questi finanziamenti agevolati e a fondo perduto sono spesso erogati in seguito a bandi emanati a livello Europeo e a iniziative finalizzate alla nascita e allo sviluppo di nuove imprese nel settore turistico e/o agricolo. Nei prossimi capitoli descriveremo gli strumenti disponibili e i finanziamenti a favore degli agriturismi a disposizione nel nostro paese Italia per quanto concerne il 2019.

 

Agevolazioni

Prima di iniziare a parlare delle possibilità legata alla finanza agevolata, dobbiamo descrivere bene il concept legato all’Agriturismo.  Secondo la legge 96/2006, per attività agrituristiche s’intendono quelle particolari attività di ricezione e ospitalità esercitate dagli imprenditori agricoli individualmente o associati tra loro, anche in forme di società di capitale o di persona, con l’utilizzo della propria azienda che deve avere un rapporto direttamente connesso con la coltivazione del fondo, l’allevamento di animali e la silvicoltura (impianto, utilizzazione e coltivazione del bosco).

I lavoratori nell’azienda agrituristica, secondo la stessa legge, possono essere l’imprenditore stesso, i suoi familiari, legati dall’aspetto sociale al comparto agro-turistico e i lavoratori dipendenti a tempo determinato, indeterminato o parziale, considerati però lavoratori agricoli ai fini previdenziali , assicurativi e fiscali( non assoggettabili ai contratti legati al business della ristorazione o affini). E’ possibile ricorrere a soggetti esterni solo ai fini dell’esecuzione d’attività e servizi complementari; ad esempio, pensiamo a un’impresa edile chiamata per la ristrutturazione della cascina.

In Italia, come già accennato, il settore è regolato dalla legge quadro 96 del 2006 che ha definito le Regioni competenti in materia normativa sull’argomento; queste emanano singole leggi e regolamenti muovendosi all’interno del quadro definito dalla legge, in via sussidiaria. Sarà necessario quindi, oltre conoscere gli aspetti generali, anche informarsi riguardo differenze normative anche sostanziali nella regione in cui andremo ad aprire il nostro agriturismo.

 

Attività Agrituristica

Tra le attività considerate agrituristiche, troviamo:

  • Ospitare in alloggi predisposti o spazi aperti con piazzole a favore dei campeggiatori;
  • Somministrare pasti, bevande preparati in modo prevalente con prodotti propri o di aziende agricole limitrofe, della zona, comprese le bevande alcoliche e superalcoliche, con preferenza per i prodotti tipici locali, caratterizzati dai marchi DOP, IGP, IGT, DOC e DOCG ovvero compreso nell’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali;
  • Organizzare degustazioni di prodotti aziendali, inclusa la mescita di vini;
  • Organizzare anche in altro luogo differente dai beni fondiari, nella disponibilità dell’impresa, attività ricreative, culturali, didattiche, di pratiche sportive, nonché escursionistiche (trekking, mountan bike, equiturismo, etc.) anche convenzionate con gli enti locali, finalizzate alla valorizzazione del territorio e del patrimonio rurale.

L’attività agrituristica deve necessariamente essere svolta in edifici rurali preesistenti sul fondo e non più utili all’azienda agricola; non è quindi possibili realizzarli ex novo, in ragione della valorizzazione alla base del concetto stesso di agriturismo. Questa deve inoltre essere complementare, ovvero il reddito maggiore deve derivare dalla mera attività agricola e non da quella turistica e ristorativa.

In linea teorica esistono anche vincoli sulle disponibilità di posti letto che non devono essere superiori in un certo numero, molto basso e sicuramente non conforme alle attività alberghiere o agli ostelli; è appannaggio di ciascuna regione la determinazione di codesto valore. Così come sono di competenza sempre regionale anche il numero di coperti possibili e le regole igieniche sanitarie disposte per gli enti assimilabili ad agriturismo e iscritti in appositi albi regionali.

 

Finanziamenti Agriturismo

Dopo questa breve dissertazione, dovremo avere ben chiari alcuni concetti chiave in relazione all’attività per la quale ci stiamo muovendo, l’apertura di un’azienda agrituristica. I finanziamenti disponibili in Italia nel 2019 sono molteplici ed erogati solitamente per mezzo di bandi emanati dalla Comunità Europea, ovvero a livello locale, regionale, statale; nelle leggi regionali sono contenute sia le disposizioni diverse per ogni singolo territorio alle quali si è vincolati, sia i contributi finalizzati ad alcune attività connesse l’apertura e lo svolgimento d’impresa agrituristica.

Figura molto importante per questi è quindi l’assessore regionale all’Agricoltura, diverso sia per territorio, sia per appartenenza dei partiti, quindi con idee e visioni anche molto differenti tra di loro; i provvedimenti che ci interessano sono quelli finalizzati al sostegno dello sviluppo rurale e agricolo, secondo determinate linee guida elaborate anche a livello Comunitario.

 

Programma di Sviluppo Rurale

I cosiddetti Programmi di Sviluppo Rurale (acronimo P.S.R.) prevedono misure e strumenti istituiti da parte della Unione Europea al fine di migliorare il settore agricolo e il sistema agro alimentare della regione. I requisiti di accesso, i vincoli, le determinazioni di budget e altri elementi sono diversi da regione a regione e generalmente sono concessi per definite finalità, tre le quali possiamo citare le più ricorrenti:

  • Lavori di manutenzione straordinaria o ristrutturazione di edifici già esistenti per un utilizzo agrituristico;
  • Acquisto di arredi messi a disposizione per le sale da pranzo e gli alloggi;
  • Lavori di allestimento delle piazzole di sosta o comunque di spazi ad hoc previsti a favore dei campeggiatori(comprese utenze);
  • Acquisto attrezzatura e complementi d’arredo per la cucina e per la lavorazione dei prodotti primari;
  • Acquisto attrezzature ludiche e ricreative.

Gli agriturismi erano concepiti in una forma di accoglienza molto semplice, all’inizio, conformi alla definizione rurale e grezza della legge, poi si sono via via evoluti, consentendo la nascita di altre forme di ristoro ben più strutturate, i B&B, le case vacanze, i piccoli alberghi di charme, etc. All’inizio gli agricoltori, vista la crisi agricola, riconvertirono edifici destinandoli allo scopo per poi comprendere le potenzialità della cosa, offrendo servizi di qualità sempre maggiore, pur coerenti con l’interconnessione agricola prevista per legge.  Parallelamente si sono sviluppati diversi format paralleli, come le fattorie didattiche, nelle quali alcuni studenti sono accolti per imparare le diverse attività agricole, il rispetto della natura e dei prodotti derivanti da essa, nonché la trasformazione dei prodotti primari, ad esempio in olio, miele, vino, formaggio, salumi, etc.

La domanda per l’apertura di un agriturismo ha anch’essa subito un picco negli ultimi anni: prima, appannaggio di pochi appassionati all’enogastronomia più reazionaria, in seguito ha coinvolto sempre più la massa motivata dal contatto con la natura, la buona tavola a prezzi di solito contenuti e la tranquillità.

 

Finanziamenti a Fondo Perduto

Cultura Crea

Promosso dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali del Turismo (il Mibact), l’incentivo denominato Cultura Crea è emanato a sostegno della nascita e della crescita d’iniziative imprenditoriali e no profit nei settori cultura, creatività e turismo che hanno come target la valorizzazione dei territori della Calabria, Campania, Puglia, Basilicata e Sicilia. L’incentivo, posto in essere per sostenere la filiera culturale di queste regioni è stato disegnato in attuazione del PON-FESR “Cultura e Sviluppo 2014-2020 (Asse Prioritario II)” con la finalità di rafforzare la competitività delle micro, piccole e medie imprese, alle quali si rivolge, comprese le onlus e le imprese sociali.

Guardando le varie possibili imprese che possono accedere a questo beneficio, troviamo anche il codice ATECO 55.20.52, inerente alle attività di alloggio connesse alle aziende agricole, indi per cui anche l’agriturismo e l’impresa alla base, possono ottenere quest’agevolazione, se risiedono nelle regioni individuate dal provvedimento.

Cultura Crea consiste nel finanziamento di progetti d’impresa finalizzati al suo sviluppo, secondo determinati vincoli rispetto ai possibili investimenti e le voci di spesa potenziali; ad esempio, per un agriturismo è possibile ottenere fino a 500.000€ con un finanziamento a tasso zero fino al 60% (la percentuale sale al 65% nel caso l’impresa sia completamente femminile o composta di giovani) e un prestito a fondo perduto fino al 20% della spesa (anche in quest’altro caso la percentuale arriva al 25% per imprese giovanili e femminili).

Nel progetto d’investimento da presentare a Invitalia per ottenere l’agevolazione, possono essere inserite le spese per l’acquisto di macchinari, arredi, mezzi mobili e l’acquisto di brevetti, software, licenze, know-how(per questi ultimi quattro va prodotta una perizia giurata), mentre saranno ponderati solo al 20% sul totale i costi di gestione, quelli sostenuti per il personale qualificato assunto a tempo indeterminato, per le consulenze esterne e per servizi TLC, naturalmente commisurati alle esigenze aziendali e realistici.

Come già accennato, questo incentivo è gestito da Invitalia e la domanda d’accesso a questo beneficio va inviata direttamente on line sul sito www.invitalia.it, compilando il form e allegando la documentazione necessaria, in primis il business plan; tutti i moduli sono in ogni caso scaricabili nella sezione idonea del sito stesso. L’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa procederà alla protocollazione delle richieste, valutandole in ordine cronologico, senza stabilire delle graduatorie.

 

Resto al Sud

Restando sul sito di Invitalia, scopriamo che esiste anche un’altra soluzione possibile per chi vuole aprire un agriturismo: la misura Resto al Sud, infatti, prevede degli incentivi a favore di quelle aziende legate al business del turismo (escludendo invece le attività prettamente agricole per le quali non è richiedibile).

Resto al Sud è quell’incentivo promosso a favore della nascita di nuove realtà imprenditoriali per chi risiede nelle regioni appartenenti al cosiddetto Mezzogiorno, l’Abruzzo, la Basilicata, la Calabria, la Campania, il Molise, la Puglia, la Sicilia e la Sardegna e non ha più di 46 anni (novità introdotta dalla nuova Legge Finanziaria del 2019 mentre prima si fermava solo agli under 35); i soggetti richiedenti non devono, inoltre, essere titolari di altra attività d’impresa in esercizio, quindi attiva, ovvero non devono avere un rapporto lavorativo a tempo indeterminato durante tutto il periodo circoscritto al finanziamento stesso.

Anche le società cooperative e le ditte individuali costituite successivamente al 21 giugno 2017 possono beneficiare di questo strumento, compresi i team di persone che si costituiscono entro 60 giorni dal momento dell’ammissione al beneficio (oppure entro 120 giorni se si tratta di residenti all’estero). Potremo avanzare la nostra richiesta pur non essendo residenti, come si comprende dalla possibilità usufruibile dagli stranieri, ma sarà necessario poi legare la nostra residenza o quella della società a una provincia di una delle regioni indicate dalla misura.

Resto al Sud è l’incentivo a sostegno della nascita e della valorizzazione di nuove realtà nel Mezzogiorno, con una dotazione complessiva di 1 miliardo e 250 milioni di euro; oltre alle attività turistiche, potremo finanziare anche la produzione dei beni nell’industria, nell’artigianato o per la trasformazione dei prodotti agricoli, la pesca e l’acquacoltura, nonché le forniture di servizi alle imprese e alle persone. Sono invece escluse le mere attività legate al commercio e quelle propriamente agricole.

I progetti di spesa che potremo presentare, riguarderanno i costi di eventuali ristrutturazioni o la manutenzione straordinaria di beni immobili, l’acquisto di macchinari, impianti, attrezzature, software, hardware e le principali voci di spesa per l’avviamento di un’impresa (pensiamo, ad esempio, ai costi d’iscrizione in Camera di Commercio).

Il finanziamento, se accettato, coprirà totalmente il progetto di spesa, fino al 100% secondo queste modalità:

  • Contributo a fondo perduto pari al 35%;
  • Finanziamento bancario pari al 65%, garantito dal Fondo di Garanzia per le PMI (Piccole e Medie Imprese) e con gli interessi interamente coperti da un contributo in conto interessi, quindi si tratta di un prestito fondamentalmente a tasso zero.

Resto al Sud è un incentivo a sportello poiché le domande saranno esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione e non saranno soggette a graduatorie, secondo il regolamento attuativo in base al Decreto n° 174 del 9 novembre 2017. A tal fine, è necessario registrarsi al portale web di Invitalia, nella sezione ad hoc con una e-mail per completare e validare la registrazione; in seguito dovremo procurarci la firma digitale ed un indirizzo di posta elettronica certificato (PEC) per inviare la nostra istanza, allegando i documenti e i moduli necessari, tra i quali spicca il Business Plan, il piano d’Impresa con cui rendicontare le spese ed il budget previsionale.

In media avremo una risposta alla PEC indicata dopo circa due mesi nei quali l’istanza sarà vagliata nella forma più che nella sostanza;  esperita questa prima procedura, inizierà l’esame vero e proprio del progetto di spesa, nel merito e potremo anche essere contattati telefonicamente o via skype per un colloquio dagli addetti di Invitalia. Sul sito stesso è presente una guida pronta per affrontare questo tipo di evento.

 

Imprese a Tasso Zero

Fino a questo punto abbiamo trattato di misure specificamente approvate per certe regioni, sia pure legate agli agriturismi, ma esiste uno strumento che non ha questo criterio discriminante e può essere richiesto senza differenza di residenza. E’ il finanziamento agevolato denominato Nuove Imprese a Tasso Zero, ex Autoimprenditorialità.

L’obiettivo di Nuove Imprese a Tasso Zero è finalizzato al sostegno delle micro e piccole imprese composte prevalentemente da giovani sotto i 36 anni e donne di ogni età che vogliano intraprendere la carriera imprenditoriale. Grazie a questo mezzo, potremo presentare progetti di spesa anche molto cospicui, fino a 1 milione e mezzo di euro con copertura da parte dell’agevolazione fino al 75% del totale e l’obbligo di finanziare il restante 25% grazie a risorse proprie o mediante prestiti bancari.  L’agevolazione ci permetterà di non dover corrispondere gli interessi, ma solo la parte relativa alla quota capitale sulla somma per la quale otterremo il beneplacito.  Inoltre, il piano di rimborso sarà molto agevolato: dovremo iniziare a corrispondere le rate d’estinzione solo al momento del completamento del piano d’investimenti legato al progetto, comunque entro 24 mesi dalla firma del contratto (durata massima per l’attuazione di tutti gli investimenti).

La durata del piano di ammortamento non potrà comunque superare gli 8 anni, i 96 mesi, nei quali dovremo restituire le somme dovute pagando rate semestrali posticipate (dato utile al calcolo degli interessi e alla tipologia del piano di rientro).

Questa misura per l’accensione di un finanziamento a tasso zero a favore d’imprese nuove, può essere richiesta per la produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione di prodotti agricoli, per la fornitura di beni e servizi alle imprese, per il commercio di beni e servizi e per finalità turistiche, l’argomento che ci interessa da vicino, finalizzato all’apertura di aziende Agrituristiche.  Saranno ammessi all’incentivo anche i progetti riconducibili ai settori di particolare importanza per lo sviluppo e le possibilità a favore dell’imprenditoria giovanile, focalizzati nella filiera turistico-culturale e pro innovazione sociale.

Il budget per questa misura è di 150 milioni di euro, quindi potremo procedere all’invio della domanda direttamente on line sul sito di Invitalia all’url www.invitalia.it , nella sezione dedicata: basterà registrarsi al portale web validando la registrazione con un indirizzo e-mail ordinario per poi accedere con le credenziali ottenute, compilare il form di domanda e allegare i moduli e la documentazione necessaria all’ottenimento del contributo (ivi compreso il Piano d’Impresa,  il Business Plan).

Anche per questo strumento vale la politica gestionale impressa da Invitalia e seguitata in quasi tutti i servizi erogati al pubblico: si tratta, infatti, di una misura a sportello, le istanze saranno protocollate secondo un ordine cronologico e valutate in base a questo, senza graduatorie di sorta. Dopo un primo esame sulla conformità ai requisiti e un’analisi formale dei documenti, ci sarà l’esame obiettivo del Business Plan e del progetto di spesa; verremo contattati telefonicamente e dovremo sostenere un colloquio via skype o recandoci a Roma presso gli uffici competenti al fine d’ esperire questo passo.

 

Finanziamenti Europei

Nei precedenti capitoli abbiamo analizzato le agevolazioni erogate da Invitalia, l’Agenzia per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo dell’impresa, sfruttando i fondi Europei messi a disposizione per l’intera Comunità sulla base dei Piani Operativi. Esistono, comunque, altre opportunità e differenti mezzi disponibili a favore di chi vuole aprire un Agriturismo in tutta Italia nel 2019.

Rimane la certezza di potersi rivolgere ai vari istituti di credito e alle banche al fine di ottenere dei finanziamenti provando la bontà del proprio progetto d’impresa, ma resta salva la possibilità di visionare sui vari siti web delle regioni, eventuali bandi e misure inquadrati secondo i Piani di Sviluppo Rurale già citati (PSR). Una ricerca e magari l’implementazione di alert di nostro interesse o la sottoscrizione di eventuali newsletter o altri mezzi simili, sono azioni disponibili grazie alle tecnologie moderne e usufruibili da parte nostra al fine di realizzare la nostra idea, il nostro sogno e aprire un Agriturismo.

Un consiglio sempre utile è quello di informarsi prima, oltre che sulle opportunità, anche sulle minacce e sulle normative presenti nella regione di nostro interesse, vista la competenza regionale in materia; avere le idee chiare sui costi e sui ricavi da ottenere per realizzare il break-even point, quindi l’economicità, si rivelerà una pratica molto utile per il successo della nostra impresa.

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