Finanziamenti Onlus, Bandi e Fondi per Progetti e Associazioni No Profit



Cosa è una Onlus

Il termine ONLUS è molto utilizzato nel linguaggio comune, ma non tutti sanno che si riferisce a una realtà ben specifica, una qualifica che un’organizzazione può assumere in alcuni frangenti e seguendo certi vincoli, normati e previsti dal sistema legislativo italiano. ONLUS non è altro l’acronimo di un’Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale e può riferirsi a diversi enti privati siano anche privi di una personalità giuridica, sempre che nell’atto costitutivo si faccia espresso riferimento a determinate caratteristiche necessarie per ottenere la qualità specifica e poter godere di un regime fiscale agevolato, proprio legato allo scopo non lucrativo dell’organizzazione stessa, secondo l’art.10 del D.lgs. n°460 del 1997.

Le organizzazioni che possono fregiarsi della qualifica e dei benefici legati a questa, sono molteplici:

  • Associazioni riconosciute e non;
  • Comitati;
  • Fondazioni;
  • Società Cooperative;
  • Altri enti privati, anche senza personalità giuridica.

Non possono fregiarsi del titolo di Onlus in nessun caso, gli enti pubblici, le società commerciali non cooperative, le fondazioni bancarie, i partiti e i movimenti politici, i sindacati e le associazioni di categoria, mentre alcune tipologie di organizzazioni diventano automaticamente ONLUS perché la loro connotazione è specificatamente prevista dalla legge come tale. Parliamo di:

  • Organizzazioni di volontariato se iscritte negli omonimi registri regionali e purché non svolgano attività commerciali e produttive che non siano marginali;
  • Organizzazioni non governative;
  • Cooperative sociali e i consorzi di queste cooperative.

Le organizzazioni possono richiedere l’iscrizione all’Anagrafe delle ONLUS se hanno i requisiti per fregiarsi di questa qualità e, dopo valutazione da parte dell’ente preposto allo scopo(le Direzioni regionali delle entrate competenti per territorio), in caso positivo saranno iscritte e potranno ottenere tutti i benefici connessi.

Come abbiamo detto, le onlus devono presentare nello statuto e nell’atto costitutivo, redatto in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata o registrata, espressamente lo svolgimento di una tra le tante attività associabili alla caratterizzazione della non finalità di lucro: pensiamo all’assistenza sociale, sanitaria, alla beneficenza, istruzione e formazione per gli svantaggiati, sport dilettantistico, promozione e valorizzazione beni culturali e ambiente, promozione cultura e arte, tutela diritti civili, ricerca scientifica con connotazione sociale. Oltre a questo, sono previsti particolari divieti, tra i quali citiamo quello della distribuzione degli utili che devono essere reimpiegati e l’obbligo di devolvere l’intero patrimonio ad un’altra ONLUS in caso di scioglimento.

I benefici maggiori da questa qualità non lucrativa sono connessi al regime tributario legato all’ente e a chi investe, o meglio, dona i propri averi per sostenere l’attività di queste ONLUS. In particolare i vantaggi sono connessi direttamente alle imposte sui redditi, all’Imposta sul Valore Aggiunto (IVA) e ad altre imposte indirette.

Grazie al principio contributivo del “Più dai e meno versi”, si è incoraggiata l’attività di raccolta fondi con i quali queste organizzazioni si sostengono e realizzano le proprie finalità sociali e solidali: se infatti doniamo più soldi a questi enti, dovremo versare all’Erario meno contributi e tasse, riducendo la nostra esposizione totale.

Sia le persone fisiche, sia le imprese possono dedurre dal proprio reddito imponibile le donazioni destinate a favore di onlus e enti simili, fino al 10% del reddito prodotto nell’anno (o nell’esercizio), entro un massimo di 70.000€.  Oltre a questo, le persone fisiche possono detrarre dalle loro imposte il 19% delle donazioni che fanno nel corso dell’anno, entro un massimo di 2.065,83€, mentre i soggetti ad imposizione IRES (Imposta sul REddito delle Società) possono dedurre fino al 2% del reddito dichiarato, sempre con lo stesso limite massimo.

In ultima istanza non occorre ricordare in questa sede, la possibilità oramai nota a tutti, a favore delle ONLUS, di ottenere il cosiddetto cinque per mille in sede di denuncia dei redditi dei contribuenti, promuovendo le proprie finalità sociali.

Oltre a tutti questi fondi e ai finanziamenti diretti versati da parte dello Stato, le ONLUS operanti sul territorio italiano, possono usufruire anche di fondi Europei e Regionali destinati agli scopi più nobili, quelli di solito oggetto degli statuti costituenti queste organizzazioni.

Le associazioni potranno migliorare le proprie strutture oppure produrre i cosiddetti progetti sociali, veri e propri studi e analisi di fattibilità per migliorare le condizioni di quartieri, famiglie e finanche paesi interi, a qualsiasi livello, culturale, artistico, etc. Grazie ai finanziamenti e alle donazioni, questi enti possono porre in atto azioni operative e visioni strategiche indipendenti o in concomitanza con gli organi pubblici e con le altre onlus operanti in loco.

Nei prossimi capitoli parleremo delle opportunità di finanziamento e di prestito o comunque di raccolta di risorse e fondi per perseguire il proprio oggetto sociale, con particolare attenzione sia per quanto riguarda direttamente queste associazioni, sia per quanto concerne indirettamente tutto l’ecosistema di persone e imprese che possono vedere nell’operatività di questi, un’opportunità non solo fiscale, ma anche sociale: migliorando un contesto, possono anche emergere altri business collaterali o comunque si favorisce anche il comparto economico di fondo, migliorando l’impiego personale se siamo spinti da queste esigenze.

 

Finanziamenti Europei

Le ONLUS sono organizzazioni e associazioni benefiche senza alcuno scopo di lucro, quindi senza il bisogno di raggiungere l’economicità e l’utile economico, ma focalizzate su aspetti molto difficili da giudicare e parametrare, legati a concetti religiosi, filantropici, didattici (istruzione e formazione) e comunque ogni altra attività correlata al bene comune come fine ultimo e indissolubile.

In questo senso, la molteplicità di oggetti dei quali si occupano queste associazioni, fa comprendere appieno la finalità ultima legata al benessere della collettività di contralto all’individualismo che permea sempre più spesso la nostra società.

Abbiamo poi diverse molteplicità di soggetti che possono assumere la qualità di onlus, così come spiegato più esaustivamente in precedenza: in base all’articolo 10 del D.lgs. 4 dicembre 1997 n°460 capiamo che le onlus sono enti privati che possono godere di agevolazioni fiscali importanti e la prerogativa per ottenere la qualità di istituto senza scopo di lucro è direttamente connessa all’attività compresa e descritta dall’oggetto sociale prevalente, sia essa sanitaria, sociale, di formazione, beneficenza, etc.

I finanziamenti e la raccolta di fondi per la gestione ordinaria e straordinaria di una ONLUS, sono quindi essenziali per consentire all’ente di perseguire il proprio fine collettivo e solidale, oppure benefico. Non potendo intavolare discorsi economici per l’impossibile di conseguire un lucro, inevitabilmente è necessario il sostegno indispensabile di altri soggetti presenti nel tessuto socio-economico e politico del paese, in particolar modo la misura più gettonata è il finanziamento a fondo perduto.

L’organismo sovranazionale dell’Unione Europea ha intrapreso numerose azioni e messo a disposizione una molteplicità variegata di strumenti e misure a sostegno dei progetti delle associazioni benefiche localizzate negli stati europei membri, ma non è l’unico soggetto impegnato in questa dinamica. Anche le regioni italiane caratterizzate da diversi gruppi dirigenti di matrice politica diversa, hanno sostenuto e continuano a sostenere l’attività di simili organizzazioni anche perché vedono nell’ente privato un diverso approccio maggiormente efficace nel risolvere problematiche sociali di difficile lettura. Purtroppo molti finanziamenti messi a disposizione dalle regioni italiane sono rimasti impegnati, ma non utilizzati, accantonati per un uso futuro, probabilmente anche per una lacuna comunicativa. Chi non ha un lavoro e vuole intraprendere questo tipo di progetti, può ambire a rendersi utile sia alla comunità, sia al suo stesso mantenimento, quindi il consiglio è di considerare come alternativa valida alla disoccupazione, l’apertura di un ente a scopo benefico.

L’Unione Europea emette bandi e finanziamenti a cadenza annuale per aiutare e coinvolgere sempre più in profondità queste associazioni nella loro attività ritenuta basilare e fondante i valori e i principi cardine del vivere civile e del benessere sociale: questi prestiti a fondo perduto aumenteranno sempre più nei prossimi anni, a sostegno delle numerose iniziative benefiche poste in essere dalle ONLUS, siano esse culturali, legate al sostegno del reddito e alla lotta contro la povertà (fenomeno purtroppo in netta crescita), legate a eventi sportivi, connesse ad azioni in favore dei soggetti considerati più fragili e a rischio, come le donne, gli anziani, i bambini e finanche la tutela degli animali e la loro salvaguardia viene toccata. Da questo punto di vista, il paniere di azioni benefiche possibili è alquanto variegato e non si limita alla lotta contro la tradizionale povertà e alla mancanza materiale dei mezzi di prima necessità, ma sconfina nel cosiddetto nutrimento dell’anima.

Uno dei più conosciuti strumenti di aiuto alle persone in stato di povertà e indigenza, emanato e costituito dall’Unione Europea è il FEAD, acronimo di Fund for European Aid to the most Deprived: questo fondo è nato con la finalità ambiziosa di aiutare e soddisfare le esigenze primarie delle persone, private dai generi di prima necessità e quindi non in grado di sopravvivere. Si tratta di uno strumento molto importante, preceduto dalla precedente misura chiamata PEAD, il Programma per la distribuzione di derrate alimentari ai più bisognosi, fondato nel 1987 sulla base del Regolamento dell’allora CEE n°3730/87 da Jacques Delors. La storia della nascita del PEAD è molto particolare: dopo un rigido inverno, l’allora Comunità Economica Europea intervenne con i propri organismi per ottimizzare i prodotti agricoli in eccesso in altri Paesi appartenenti e sfruttarli collocandoli nei territori nei quali sono residenti i più bisognosi secondo parametri e congiunture contestuali. I prodotti immagazzinati in eccesso non erano gettati via, come spesso accade nel capitalismo consumistico, ed erano messi a disposizione e distribuiti come aiuti.

Grazie al PEAD in Italia sono state aiutate moltissime persone, attraverso la distribuzione fatta dalle associazioni caritatevoli e caritativi. Nel 2011 furono coinvolte oltre 31.000 strutture Caritative e aiutati quasi 19 milioni di persone, il 35% di quelli considerati indigenti nei 20 Stati allora membri e beneficiari. Nel 2013 in Italia oltre 15.000 Strutture Caritative sfamarono più di 4.000.000 di poveri, il 70% dei quali era cittadino italiano, sintomo purtroppo di una sofferenza che non si sta risolvendo, ma si sta aggravando.

In seguito ad una sentenza della Corte di Giustizia Europea per un’istanza avviata dalla Germania contro la Commissione, il 13 aprile 2011, il programma PEAD terminò e la Commissione stessa propose che il successivo Programma di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti fosse finanziato nell’ambito del sociale, arrivando alla situazione attuale nella quale troviamo come protagoniste le ONLUS.

Nacque, infatti, FEAD nel 2014, uno strumento profondamente diverso perché oltre alla lotta contro la povertà, integra gli strumenti più moderni e innovativi utilizzati nell’ambito sociale. La beneficenza del Fondo non è più delegata esclusivamente ai singoli Governi degli Stati membri, ma è gestita a livello centrale dall’Unione Europea, cambiando i presupposti e la natura stessa. Il Fondo ha obiettivo specifico di allievare le peggiori forme di povertà fornendo un’assistenza non economica con particolare attenzione ai senzatetto e ai bambini e non si riduce solo alla distribuzione dei prodotti alimentari come accadeva nel passato; il budget disponibile si alza prepotentemente e la partecipazione degli Stati Membri, 28, è obbligatoria nel finanziare la misura.

In linea con i nuovi principi, il Consiglio dell’UE sta valutando attualmente se permettere che i finanziamenti del fondo siano legati ad attività svolte da ONLUS con l’obiettivo ultimo dell’inclusione sociale, attualmente finanziate da altri fondi europei diversi.

A livello concreto, la Commissione approva i programmi nazionali (periodo 2014-2020) sui quali i Governi Nazionali adottano le soluzioni migliori per erogare assistenza ai più bisognosi attraverso organizzazioni partner, le onlus. Le autorità nazionali possono sia acquistare direttamente il cibo e i beni da fornire poi alle organizzazioni senza scopo di lucro, oppure finanziare queste perché compiano tutto il processo da sole. I fondi disponibili per il FEAD ammontano a oltre 3,8 miliardi di euro con l’obbligo per i paesi membri di contribuire per almeno il 15% attraverso cofinanziamenti nazionali.

 

Europa Creativa

Uno dei finanziamenti più importanti a favore delle onlus attive nel settore culturale come possibili beneficiari è sicuramente quello denominato Europa Creativa, un programma quadro per il 2014-2020 da ben 1,46 miliardi di euro a favore della cultura, della creatività e dell’audiovisivo. Partito nel 2016, questo fondo di garanzia si basa su raggiungimento di due grandi obiettivi generali e quattro target specifici.

Gli obiettivi generali di Europa Creativa sono:

  • Promozione e salvaguardia diversità linguistica e culturale dei paesi Europei e delle etnie presenti in esso;
  • Rafforzamento competitività e concorrenza del settore culturale e creativo al fine di promuovere una crescita economica, smart, sostenibile e orientata all’inclusione sociale.

I target specifici sussidiari a questi, invece sono:



  • Supporto al settore culturale e creativo Europeo per concorrere a livello transnazionale;
  • Promozione della circolazione delle opere culturali e creative e degli operatori del settore tra gli Stati Europei;
  • Sostegno e valorizzazione della capacità finanziaria di questi settori;
  • Supporto alla cooperazione politica tra gli Stati Membri per favorire e incoraggiare l’innovazione, la policy development, l’audience bulding e la creazione di nuovi modelli di business.

Come possiamo comprendere, girando attraverso il nostro bel Paese, il patrimonio di cui siamo detentori è immenso: come se fossimo seduti su di un immenso tesoro e l’Europa ha altri bellissimi siti e culture che possono e devono essere valorizzate. Europa Creativa mette a disposizione questo Fondo per le organizzazioni e le imprese che vogliano avvalersi di questi soldi nell’esercizio della loro attività, se finalizzata alla protezione e sviluppo delle diversità culturali e linguistiche o se orientate a valorizzare la competitività del settore culturale oppure se indirizzate all’ammodernamento e all’utilizzo delle nuove tecnologie anche in questi ambiti, aprendo nuove opportunità, nuovi mercati internazionali.

Europa Creativa è un Fondo a sostegno delle onlus culturali e creative che producano un progetto di cooperazione sia all’interno, sia al di fuori dell’Unione Europea , oltre a numerose altre azioni sempre in linea con gli obiettivi e i principi basilari, tra cui citiamo:

  • Instaurazione di Reti a supporto dei settori culturali e creativi per operare in sinergia e aumentare la competitività generale;
  • Traduzione e distribuzione di opere letterarie;
  • Costruzione di piattaforme anche digitale per il sostegno e la promozione di artisti;
  • Produzione di opere di finzione, animazione, documentari e di videogiochi, sia per il piccolo, sia per il grande schermo e per altre piattaforme mediatiche come internet;
  • Sostegno dei festival cinematografici;
  • Co-produzione internazionale di film, etc.

Il Programma sostiene anche le capitali europee della cultura, Matera al momento, ad esempio, e il marchio del patrimonio Europeo da tutelare e promuovere in tutto il mondo; inoltre sono finanziati anche i premi europei dedicati alla letteratura, all’architettura e alle arti in generale. Dal 2016, Europa Creativa non solo sosterrà attraverso il Fondo i vari progetti mediante domanda da veicolare attraverso il sito, ma includerà anche uno strumento finanziario di garanzia con dotazione di 121 milioni di euro, grazie al quale le imprese e le organizzazioni senza scopo di lucro operanti nei settori culturali e creativi, potranno accedere più facilmente ai finanziamenti  e ai prestiti.

 

Cultura Crea 2019

Cultura Crea 2019 è uno strumento ideato e pensato a favore del settore turistico e culturale, approntato e rivolto alle organizzazioni senza scopo di lucro, dette No Profit, per lo sviluppo nelle regioni del Mezzogiorno. Se la ONLUS ha la sede legale nelle regioni indicate dalla misura, ovvero la Basilicata, la Calabria, la Campania, la Puglia e la Sicilia, potrà beneficiare degli incentivi messi a disposizione per gli scopi promossi dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, acronimi Mibact.

Cultura Crea è gestita, così come altri strumenti finanziari, da Invitalia ,e si pone l’ambizioso obiettivo di sostenere e consolidare il settore turistico, culturale e dello spettacolo nella nostra amata penisola, incentivando gli investimenti in quelle regioni che sono ancora molto indietro con le infrastrutture e con lo sfruttamento delle loro bellezze.

Il contributo connesso è sempre erogato a fondo perduto, con un tasso premiale legato alla presenza dei giovani e delle donne nell’organigramma delle organizzazioni senza scopo di lucro, in via maggioritaria. E’ possibile presentare l’istanza di accesso al fondo in ogni momento, attraverso il sito di Invitalia al quale consigliamo di rivolgerci per approfondire la questione e informarsi appieno sulle dinamiche da porre in essere e sull’iter burocratico da seguire per la corretta e positiva risoluzione di tutto il processo. Il contributo a fondo perduto può coprire fino al 80% delle spese giustificabili dal progetto presentato e fino al 90% nei casi di premialità citati.

Invitalia gestisce lo stanziamento di 107 milioni di euro con l’aggiunta di altri 7 milioni a favore di start up, imprese consolidate e imprese sociali, attive nel terzo settore e direttamente collegate alla gestione di beni, servizi e attività culturali, in favore dell’integrazione sociale.  Invitalia, ossia l’Agenzia Nazionale per lo Sviluppo d’Impresa, di cui il Ministero dell’Economia ha piena proprietà azionaria, non solo eroga i finanziamenti agevolati destinati ai beni culturali, ma monitora anche la realizzazione stessa del progetto, assistendo le nuove imprese e le associazioni benefiche nella loro stessa attività.

 

Resto al Sud

Sempre presente sul sito di Invitalia, all’indirizzo www.invitalia.it, troviamo la misura Resto al Sud, che può essere applicata anche alle onlus e rappresenta un Fondo accessibile per programmi di investimento molto importanti.

Il progetto presentato per l’accesso alla misura, infatti, non può essere inferiore a 200.000€ e deve essere inferiore a 10.000.000 di euro, quindi parliamo di progetti veramente importanti con un contributo massimo erogabile di 3 milioni di euro. Il finanziamento possibile grazie a questo incentivo, avrà durata non superiore a 15 anni per la restituzione dei soldi, compreso un periodo di preammortamento massimo di 4 anni, durante i quali non pagheremo nulla. Si tratta, quindi, di un finanziamento agevolato cui deve essere associato un finanziamento bancario o di altro istituto finanziario al tasso di mercato per raggiungere il 100% della copertura delle spese progettuali. Come dice lo stesso nome, questo strumento è fruibile solo da quelle ONLUS che operano e hanno sede legale in uno degli incantevoli paesi delle regioni del Sud.

 

Finanziamenti Regionali

Regione Lazio

Quando c’era il Programma PEAD, i finanziamenti a favore delle onlus erano principalmente erogati a livello nazionale, quindi in seguito ad attività legislativa del governo che, attraverso la legge finanziaria, impegnava e destinava dei fondi a questa o quest’altra azione. Oggi ci sono molte più opportunità di diverso tipo e natura appannaggio delle associazioni benefiche.

Anche le Regioni possono emanare dei finanziamenti a favore delle ONLUS e questi soldi sono divenuti fondamentali, anche per la forte relazione territoriale che s’instaura tra chi opera nel mondo politico locale e chi, comunque, genera un utilità sociale di sicuro impatto, che spesso si tramuta in consenso elettorale.

La Regione Lazio è la prima di cui ci occupiamo: il governo del territorio nel quale è presente la nostra capitale, fulcro di storia e cultura globalmente riconosciuta e famosa, sostiene progetti di cooperazione internazionale rivolgendosi alle organizzazioni iscritte nell’elenco del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, che ha sede appunto nel Lazio.

La singola ONLUS potrà richiedere il finanziamento e l’accesso a questo fondo, sia da sola oppure insieme a altre organizzazioni senza scopo di lucro, purché abbiano e dimostrino l’attuazione futura di progetti a chiara vocazione sociale. Se la ONLUS ha in mente un progetto di cooperazione internazionale con questa finalità, potrà richiedere alla regione Lazio l’erogazione di un prestito, sempre che il progetto abbia uno tra gli scopi previsti dal bando regionale:

  • Promozione del trasferimento di competenze e capacità professionali, in altro modo detto know-how, al fine di migliorare la filiera produttiva;
  • Sostegno all’attività stessa dell’organo Regione, promuovendola magari a livello internazionale;
  • Creazione di posti di lavoro, in particolar modo rivolgendosi alle categorie più fragili, i giovani e le donne;
  • Promozione degli obiettivi previsti dall’Agenda 2030 Onu, per il raggiungimento di uno sviluppo sostenibile.

Il contributo erogato dalla Regione sarà a Fondo Perduto, senza obbligo di restituzione quindi, con il limite massimo fissato a 70.000€ per singolo progetto presentato e le domande possono essere presentate all’ente paragovernativo fino al 7 Maggio 2019, quindi occorre sbrigarsi.

 

Regione Piemonte

La Regione Piemonte è molto attiva nel proporre dei finanziamenti alle onlus e, tra tutti i programmi definiti dalla giunta, ne abbiamo uno veramente interessante per la finalità intrinseca di dare un impulso forte alle attività imprenditoriali che realizzano un utile sociale vero e importante per tutta la comunità. Questo finanziamento erogato dal Piemonte, sostiene le imprese no-profit a chiara vocazione innovativa e sociale il cui oggetto sociale preponderante coincide con la salute e il benessere dei residenti, la lotta contro la povertà e l’esclusione e l’integrazione.

Il denaro è erogato a copertura del 100% del progetto per quanto concerne le spese ammissibili, componendo un finanziamento a tasso zero grazie ai fondi regionali per il 70-80% e la restante parte da integrare con prestito o altro strumento erogato da banche o altri istituti finanziari a tasso convenzionato. Possiamo accedere a questo bando fino all’esaurimento delle risorse disponibili.

La Regione Piemonte ha emesso un’altra misura molto importante per le associazioni operanti nel settore benefico; grazie alla legge regionale numero 18 del 1994, si è voluta favorire la promozione e lo sviluppo delle Cooperative Sociali operanti sul territorio locale. Le Cooperative e i Consorzi iscritti all’albo regionale che hanno sede legale e amministrativa nella regione Piemonte, potranno beneficiare di un finanziamento agevolato compreso tra 15.000€ e 400.000€ a copertura delle spese progettuali ben fino al 100%.

 

Regione Campania

La Regione Campania, invece, promuove un intervento i cui destinatari finali sono i giovani e i più giovani, con il fine ultimo di aumentarne il benessere. Che cosa significa? Semplicemente il bando eroga finanziamenti per progetti che operino e favoriscano l’occupazione giovanile anche promuovendo esperienze empiriche sul campo, al fine di preservare le nuove generazioni da percorsi non proprio leciti.

Le domande possono essere presentate da tutte le associazioni che hanno a che fare con i più giovani, le organizzazioni di volontariato, quelle senza scopo di lucro, le associazioni di promozione sociale, gli organismi, gli enti sportivi che offrono anche lavoro, le fondazioni come partner finanziari o progettuali che mettano a disposizione spazi, beni, strumenti e attrezzature. I fondi impiegati sono direttamente erogati dall’Unione Europea, ma la Campania ne gestisce i flussi: in totale parliamo di una dotazione complessiva di 10.000.000 di euro.

 

Regione Sicilia

Parlando di una delle nostre meravigliose isole, chiamata anche Trinacria, abbiamo dei finanziamenti a fondo perduto a copertura del 100% di un progetto a sostegno delle attività dimostrative e informative nella regione Sicilia. In particolar modo, il bando ha come fine ultimo quello di sostenere progetti che concernono l’applicazione pratica di macchinari nuovi e nuove metodologie di produzione e tecniche in ambito agricolo, forestale e agro-alimentare, settori e business caratterizzanti della regione stessa.

Ai soli aspetti pratici, sono associati quelli teorici con investimenti connessi ad attività dimostrative di queste tecniche e dell’impiego di nuovi macchinari e tutte le azioni editoriali etc. che possono essere messe in moto per informare i residenti di queste moderne applicazioni nella vita di tutti i giorni del settore industriale preponderante.

 

Regione Sardegna

L’altra nostra meravigliosa isola, la terra sulla quale sventola la bandiera dei 4 mori, prevede un contributo a fondo perduto al quale le onlus e le associazioni benefiche possono accedere per le loro attività. La Regione Sardegna ha previsto e disposto l’erogazione di contributi in tal senso, che finanzino progetti tesi a favorire la nascita e lo sviluppo di nuove imprese turistiche, con un limite di 55.000€. Gli interventi e le spese giustificabili secondo i requisiti previsti dal bando, dovranno focalizzarsi oggettivamente sui territori dei Comuni di Baunei, Arzana, Cardedu, Gairo, Elini, Ilbono, Jerzu, Loceri, Osini, Ussassai e altre località limitrofe ascritte nella misura stessa.

 

Regione Trentino Alto Adige

Dopo aver viaggiato nel sud, giriamoci e volgiamo il nostro sguardo al nord, nella Regione del Trentino Alto Adige. Il governo regionale incentiva la cultura digitale e tutte le pratiche attinenti, contribuendo con un contributo a fondo perduto a copertura del 50% di un progetto presentato, il cui oggetto deve essere la diffusione della digitalizzazione e la mostra dei benefici derivanti dal suo utilizzo a livello sociale e culturale.

Finora abbiamo parlato solo di alcuni tra i tanti possibili finanziamenti a favore delle imprese operanti nel settore sociale e delle associazioni no-profit, altresì chiamate onlus. Se vogliamo trovarne altri disponibili per questo tipo di organizzazioni, basterà una piccola ricerca on line, sul web, focalizzandosi sulla parola chiave in riferimento alla regione in cui la onlus opera. Ci troveremo di fronte a una molteplicità di bandi scaduti, ma troveremo anche molte altre misure in scadenza nei prossimi mesi e usufruibili in questo 2019. Esistono anche soluzioni che mirano a progetti riferiti su più annualità (triennale, quadriennale, etc.), insomma potremo davvero perderci e trovare il tutto un po’ confusionario inizialmente; armandosi dell’antica pazienza biblica di Giobbe e con un po’ di forza di volontà, potremo veramente trovare dei bandi molto interessanti, da visionare, scaricare e dal cui sito sarà possibile richiedere ulteriori informazioni attraverso i canali di contatti, di solito un form compilabile.

 

Bandi Privati

Se ancora non siamo soddisfatti di questi finanziamenti appannaggio delle onlus, allora non serve disperarsi: oltre ai bandi pubblici, ci sono bandi privati emanati da Fondazioni, enti e tutti gli altri soggetti che hanno interesse nel sostenere progetti di solidarietà e utilità sociale, come spiegato in precedenza, data anche la deducibilità e detraibilità delle donazioni.

I bandi privati, al pari di quelli pubblici, sono fondamentali per la vita di queste organizzazioni a chiara vocazione sociale, consentendo loro di finanziarsi e di porre in essere le iniziative legate all’oggetto principale dell’attività dell’organismo, solitamente finalizzate al benessere collettivo. In futuro si spera che questi finanziamenti diventino ancora più cospicui e sempre più mirati al sostegno del bene comune e dell’utilità sociale, parametro difficilmente misurabile, ma di sicuro impatto sulla vita di tutti noi, sostenendo anche chi dedica il proprio tempo nell’esercizio di queste attività benefiche.