Prestiti per Insegnanti Statali, di Ruolo e Precari, ex INPDAP e INPS



Prestiti per Insegnanti e Docenti

Gli Insegnanti, altresì chiamati docenti, parola derivata dal verbo latino docēre (insegnare) è una figura fondamentale impiegato nel campo dell’istruzione e della formazione delle generazioni presenti e future, la cui attività solitamente si svolge in strutture predisposte ad hoc, le scuole e le università.

Fin dall’antichità, la figura dell’insegnante è sempre stata riferimento e degna di nota, rappresentando un uomo cui affidare i beni più preziosi, ossia la cura e la crescita delle giovani generazioni: nei tempi antichi si parlava dei filosofi e di altre figure, di veri e propri maestri di vita, sia nella storia reale, sia in quella immaginaria derivata probabilmente da racconti tramandati oralmente. Parliamo dei casi di Aristotele, il filosofo scelto dal padre di Alessandro Magno per educarlo e di Merlino, il magico maestro nella storia narrata del mitico Re Artù.

Allo stato presente, nel sistema giuridico legale che norma la gran parte delle nazioni, esistono regole e leggi alle quali i nuovi docenti devono rispondere. La figura dell’antico maestro ha mantenuto le peculiarità e l’importanza fondamentale, anzi, questa si è ampliata vista la platea che può avere accesso all’istruzione basilare e profonda, consentita e tutelata come diritto fondamentale anche dalla Costituzione nel nostro paese.

D’altro canto il maestro non è più visto come una figura super partes, quasi leggendaria e rara, ma si è specializzato in varie materie: per questo parliamo di docenti in grado di spiegare alle nuove generazioni diverse discipline in modo profondo, dalle scienze matematiche, alla biologia, alla chimica e finanche l’economia e la medicina.

Si parla di figure professionali e di un vero e proprio ordine, un movimento finanche delle associazioni di categoria che oramai si determinano e regolamentano le regole al proprio interno, rappresentando tutti i singoli individui, i docenti iscritti, di fronte agli altri istituti giuridici.

E’ necessario, come avremo capito, essere particolarmente formati dal punto di vista scolastico e possedere determinati requisiti necessari all’insegnamento, secondo il livello di classe alla quale vogliamo comunicare le conoscenze nostre e gli argomenti dettati dal Ministero della Pubblica Istruzione per i vari anni scolastici.

In Italia, per insegnare nelle scuole dell’infanzia e in quelle primarie (le antiche elementari), occorre possedere la laurea magistrale in scienze della formazione quinquennale o un diploma equiparato se ottenuto entro l’anno scolastico 2001-2002.

Per insegnare, invece, nella scuola secondaria di primo grado e quella di secondo grado, è necessario il titolo di Dottore Magistrale e almeno 24 CFU (Crediti Formativi Universitari) che siano inerenti le materie didattiche antropologiche, psicologiche e pedagogiche:  l’inserimento e la nomina avviene, solitamente, mezzo concorso pubblico, seguito da un periodo di prova e un anno da tirocinante retribuito.

Se, invece, il nostro sogno è insegnare nelle università italiane, allora l’unica strada possibile è essere inquadrato da questi enti come Ricercatore Universitario, anche se c’è la possibilità di essere assunti come professori a contratto. Per far ciò, è necessario conseguire un Dottorato ovvero un Diploma di Specializzazione Medica oppure aver già beneficiato degli assegni da ricercatore pre riforma Gelmini. Anche in questo caso, ci sarà un concorso, fatta salva la possibilità di esercitare la docenza in casi particolari, ad esempio i lettori di lingua straniera.

In Italia, i docenti della scuola pubblica, essendo garantita, normata, sovvenzionata direttamente dallo Stato Centrale e dal Ministero Compente, quello dell’istruzione, sono considerati alla stregua di dipendenti delle pubbliche amministrazioni che li retribuiva e versava direttamente i contributi all’ente previdenziale di riferimento. Questo si chiamava INPDAP, acronimo d’Istituto Nazionale di Previdenza e assistenza per i Dipendenti dell’Amministrazione Pubblica ed era un ente pubblico non economico costituitosi nel 1994 con Decreto Legislativo per gestire e provvedere alla tutela e alla salvaguardia del cosiddetto welfare state per i dipendenti pubblici, differenziandolo da quelli impiegati nel settore privato.

Ogni mese, l’amministrazione pubblica di riferimento, nel nostro caso la scuola, presenta all’INPDAP un modello denominato D.M.A. (Denuncia Mensile Analitica) in modo telematico: alla stregua della busta paga per il dipendente pubblico, in questo modello si trovano descritti i contributi previdenziali, le retribuzioni e i contributi destinati ai fondi di previdenza complementari per i lavoratori pubblici, ovverossia anche appannaggio dei docenti scolastici.

L’INPDAP fu un istituto molto importante perché aggregò altri enti sotto la sua egida nel passato, ossia l’ENPAS (Ente Nazionale Previdenza Assistenza Dipendenti Statali), L’INADEL  (Istituto Nazionale Assistenza Dipendenti Enti Locali) e l’ENPDEP (Ente Nazionale Previdenza Dipendenti Enti Diritto Pubblico) oltre la gestione che faceva su alcune casse previdenziali gestite direttamente da una divisione del Ministero del Tesoro.

Nel 2011 Monti, in un’ottica di riorganizzazione degli enti pubblici e statali e di semplificazione, nonché riduzione dei costi, decretò la soppressione dell’INPDAP e l’accorpamento contestuale di tutte le funzioni svolte da questo organismo in campo all’INPS: il cosiddetto decreto Salva Italia e le successive leggi trasferirono sostanzialmente le risorse strumentali, umane e finanziarie dell’INPDAP in caso all’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale.

Le attività dell’istituto cui si riferivano anche i docenti come lavoratori per la loro tutela previdenziale e assistenziale, erano molteplici, ricapitolabili in:

  • Incasso contributi previdenziali e assistenziali dei dipendenti pubblici;
  • Erogazione pensioni al personale in stato di quiescenza;
  • Erogazione del vecchio Trattamento di Fine Servizio (acronimo TFS), divenuto poi dal 2001 il Trattamento di Fine Rapporto (TFR);
  • Erogazione prestazioni sociali agli iscritti, ai pensionati e alle loro famiglia, ad esempio borse di studio, master, case albergo, vacanze studio, cure termali, colonie, etc.;
  • Erogazione Piccoli Prestiti d’importo pari al massimo a otto mensilità percepite, Mutui e altri prodotti finanziari a tasso agevolato (ad esempio le Cessioni Dirette).

L’istituto erogava direttamente dei finanziamenti d’importo pari a due, quattro, sei oppure otto mensilità dello stipendio dell’iscritto alla gestione dell’ente, restituibile in durate pari a 12, 24, 36 o 48 mesi in modo facile e veloce, senza dover presentare alcuna garanzia ulteriore se non il proprio salario. Il tasso d’interesse medio TAN era di circa il 5,00%. La liquidazione della somma richiesta avveniva per il pensionato o per il dipendente pubblico iscritto causa esigenze quotidiane che andavano comunque specificate nella richiesta con la domanda inviata on line.

Oltre i piccoli prestiti, l’istituto erogava i cosiddetti prestiti pluriennali, basati sulla cosiddetta cessione del quinto, a causa della trattenuta massima che poteva essere fatta sullo stipendio, comunque consistente e pari al 20%. Il TAN era sempre vicino al 5,00% e la durata del rimborso poteva avvenire anche in 5 ovvero 10 anni: gli importi richiesti erano interessanti, ma circoscritti all’obbligo di presentare opportuna documentazione di spesa comprovante motivazioni previste tra quelle necessarie per il finanziamento.

Un ultimo prodotto finanziario era rappresentato e figlio delle convenzioni stipulate tra INPDAP e gli istituti finanziari più famosi e conosciuti, grazie alle quali il dipendente pubblico, ossia il pensionato iscritto, poteva richiedere un finanziamento e avere la garanzia del rimborso da parte dell’ente.

Si trattava sempre di cessioni del quinto e non occorreva, solitamente, alcuna documentazione di spesa; INPDAP aveva intrapreso anche questa strada proprio a causa della richiesta ingente di prestiti, mutui e finanziamenti da parte dei propri iscritti, alla quale non riusciva a rispondere per intero. Aveva predisposto, infatti, graduatorie e restrizioni d’accesso, oltre vincoli di bilancio cui doveva rispondere, non essendo un vero e proprio istituto di credito al consumo: con queste convenzioni, dava la possibilità ai propri iscritti di ottenere i prestiti desiderati, garantendo in loro vece con la finanziaria, la quale guadagnava questa fetta di mercato.

Nella convenzione erano stabiliti parametri agevolati e condizioni molto vantaggiose, appannaggio dei dipendenti pubblici e dei pensionati, ossia anche dei docenti.

 

Prestiti INPS ex INPDAP per Insegnanti

Gestione Assistenza Magistrale

Se il nostro lavoro è quello degli Insegnanti delle scuole elementari o se siamo un docente delle scuole medie inferiori, superiori (scuola secondaria di primo e secondo grado) o siamo un professore universitario ovvero un dipendente scolastico ingaggiato nella segreteria o nel personale ATA (Tecnico Amministrativo), allora possiamo ottenere un prestito INPS ex INPDAP in modo facile, veloce e garantito da un ente previdenziale pubblico.

Parliamo di una forma agevolata di credito a favore degli insegnanti, le cui caratteristiche sono molto eterogenee, variando dal prestito personale, a quello finalizzato, passando per la cessione del quinto, le delegazioni di pagamento e tutti quei mutui diversi per tasso d’interesse applicato fisso, variabile o misto: alcuni di questi sono forme di credito disponibili anche per i precari, ossia colori che insegnano, ma non hanno ancora un contratto a tempo indeterminato.

I Prestiti Inpdap sono oramai erogati da diversi anni dall’Inps che ne ha assunto tutti i diritti e tutti i compiti svolti in seguito a riorganizzazione statale: questi finanziamenti si rivolgono ai docenti statali e sono molto importanti, fondamentali per gli insegnanti che vogliano realizzare i propri sogni o costituirsi una famiglia, iniziando ad acquistare, ad esempio, una casa.

Il sito di riferimento è quello dell’ente erogante queste forme di credito, sia direttamente, sia indirettamente, ossia l’INPS. Basta semplicemente aprire un browser web qualsiasi tra quelli a disposizione su un pc o un device mobile (Chrome, Opera, Internet Explorer, Edge, Firefox, Safari, etc.) e navigare nella barra degli indirizzi fino all’url www.inps.it e troveremo la proposta iniziale di piccolo prestito per gli iscritti alla gestione previdenziale, denominato Gestione Assistenza Magistrale.

La Gestione Assistenza Magistrale si rivolge solo agli insegnanti e ai direttori scolastici con un contratto a tempo indeterminato, impiegati in una scuola primaria statale o in quelle dell’infanzia (ex ENAM):  i precari e gli insegnanti assunti nel comparto privato non potranno usufruire di questo strumento.

Grazie al Piccolo Prestito Inpdap, i docenti di ruolo potranno ricevere al massimo due mensilità nette anticipate del proprio stipendio e rimborsale al massimo in 24 rate mensili: questo strumento non è modificabile e non è possibile personalizzarlo, né sceglierne le caratteristiche.

Si tratta di una misura creata per agevolare i docenti nell’affrontare eventuali imprevisti e poter fronteggiare spese inaspettate: apparentemente limitante, l’importo calmierato e la durata così lunga ne consentono un rimborso facile. Nonostante sembri un prestito molto piccolo, la richiesta di questo strumento è stata ed è enorme, grazie anche al tasso d’interesse annuo (TAN) fisso a 1,50% annuale, nettamente inferiore a qualsiasi altro strumento finanziario erogato nel mercato del credito. Completano il piccolo prestito, le spese di amministrazione e quelle del fondo di garanzia, pari a 1,00% sull’importo lordo del prestito, trattenute subito all’atto della domanda.

Le condizioni di questo prestito erogato direttamente dall’INPS ai docenti e al personale ingaggiato per l’insegnamento, sono molto convenienti e appetibili, con la possibilità inoltre di poter rinnovare questo finanziamento, una volta ripagato.

Per richiedere questo tipo di prestito, occorre possedere determinate caratteristiche e non essere solo un insegnante:

  • Contratto a tempo indeterminato.
  • Documentare la finalità del finanziamento, una delle causali tra quelle disposte dall’ente per la richiesta. Parliamo della nascita di un figlio o l’adozione, in caso di matrimonio proprio o della prole, decesso di familiari, malattie e patologie gravi. Altre cause possibili per richiedere l’importo, troviamo la manutenzione straordinaria della casa, l’acquisto del primo immobile e l’istruzione di un mutuo, eventuali cure odontoiatriche e spese annesse, un trasferimento di residenza, l’acquisto di un’auto, ossia l’investimento degli studi universitari per i figli. Dulcis in fundo, c’è la voce “eventi straordinari per stato particolare di necessità del richiedente”, nel quale sono compresi tutti gli altri casi in cui si devono valutare le contingenze e la richiesta dell’iscritto per la concessione del credito.

La domanda va compilata obbligatoriamente on line, grazie al PIN Dispositivo rilasciato da INPS o servendosi di un patronato di fiducia. In ogni caso, qualunque sia la motivazione per l’erogazione del credito, servirà procurarsi i seguenti documenti descritti in forma tabellare:

 

Motivazione

Tipo

Documenti da Allegare

Acquisto Casa AbitazioneImmobile intestato iscritto o al coniuge.
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Copia conforme del preliminare di compravendita
MatrimonioMatrimonio iscritto o del figlio/a.
  • Ultimo Cedolino Emesso.
MalattieMalattie Gravi dell’iscritto o dei familiari.
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Documentazione sanitaria;
  • Budget spese sostenute e future.
Manutenzione straordinaria della casaPreventivo intestato iscritto o coniuge
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Preventivo spesa.
Mutuo in corso per la casa d’abitazioneMutuo intestato all’iscritto o al coniuge.
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Ricevuta Mutuo bancario.
Cure odontoiatricheCure odontoiatriche per sé o per familiari a carico.
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Preventivo.
Trasferimento residenzaPreventivo intestato all’iscritto o al coniuge.
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Preventivo.
Acquisto automobile
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Preventivo d’acquisto.
UniversitàFrequenza universitaria o del figlio/a.
  • Ultimo Cedolino Emesso.
Eventi Straordinari
  • Ultimo Cedolino Emesso;
  • Spese sostenute o da sostenere.
Nascita o adozione figliNascita del figlio/i o adozione.
  • Ultimo Cedolino Emesso.
Decesso del/i familiare/iEstinzione/riduzione mutui ipotecari.
  • Ultimo Cedolino Emesso.

 

Gestione Unitaria Prestazioni Creditizie e Sociali

Dopo aver visto il primo strumento appannaggio della particolare categoria d’insegnanti, parliamo invece di prestiti possibili per tutti, compresi i precari, ossia coloro che non hanno un contratto a tempo indeterminato.

Lo strumento, in questo caso, è denominato piccolo prestito per gli iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, una soluzione che si rivolge a tutti i dipendenti e pensionati pubblici, quindi in via sussidiaria, anche ai docenti.

Se valutiamo i requisiti necessari per richiedere questo particolare prestito, allora possiamo facilmente comprendere come sia possibile accedere al finanziamento anche per chi non ha un contratto a tempo indeterminato, ossia è un precario: è specificatamente citato questo caso con l’unico vincolo certo, ovvero quello di un piccolo prestito concedibile però con i tempi di rimborso che non eccedano quelli fissati dal contratto di lavoro.  In parole più semplici, se il docente precario ha un contratto di lavoro di due anni, ad esempio, potrà richiedere una somma in prestito tale da poterla rifondere entro i  24 mesi nei quali sarà impiegato sicuramente e potrà beneficiare del salario erogato direttamente dal MEF (Ministero Economia e Finanza).

Il piccolo prestito legato alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, è erogato dall’INPS direttamente con condizioni un po’ diverse dal finanziamento descritto nel capitolo precedente, proprio perché si rivolge a una platea ben più ampia di potenziali richiedenti. Il tasso d’interesse annuo TAN è pari al 4,25%, decisamente alto se confrontato con il precedente strumento, tuttavia ancora interessante se paragonato , invece,  ai tassi standard applicati nel mercato del credito al consumo cui dovremo riferirci.

Nei confronti degli istituti finanziari e delle banche, questi prestiti sono assolutamente convenienti e tra i più appetibili in circolazione. Oltre al TAN, ci sono altre spese e costi annessi che aumentano il costo del credito richiesto, aumentando l’incidenza del tasso vero di cui si dovrebbe sempre parlare quando si comparano i vari strumenti di prestito o di finanziamento, ovverossia il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale).  Oltre alle spese di amministrazioni, pari allo 0,50% dell’importo, dovremo pagare un premio per sottoscrivere obbligatoriamente la tutela derivata dal Fondo Rischi INPS, variabile secondo parametri come l’età, ad esempio.

L’importo richiedibile grazie a questo strumento, varia da una, due, tre fino a quattro mensilità nette del proprio stipendio e la durata del piano di ammortamento per il rimborso può variare da un minimo di 12, fino a un massimo di 48 mesi.  I piccoli prestiti si possono richiedere anche predisponendo una doppia mensilità annua, fino a un massimo di otto, pagabili entro 48 mesi, se il richiedente non ha già altre trattenute sullo stipendio.

Questa misura può anche essere rinnovata, ossia si può richiedere un nuovo piccolo prestito, nonostante si stiano ancora corrispondendo le rate, ma solo dopo aver versato correttamente gli importi per un periodo minimo. Ad esempio, potremo rinnovare e chiedere un altro prestito, se abbiamo:



  • Pagato sei mensilità di un finanziamento annuale;
  • Pagato 12 mensilità se il finanziamento sottoscritto in precedenza era biennale;
  • Pagato 18 mensilità se il finanziamento aveva durata triennale;
  • Pagato 24 mesi se la durata era la massima prevista, ossia quadriennale.

E’ sempre possibile estinguere anticipatamente il piccolo prestito e risolvere il contratto di finanziamento sottoscritto, fermo restando la stessa regola del periodo minimo trascorso prima del quale non è possibile agire in tal senso: a tal proposito valgono gli stessi criteri citati per il rinnovo.

La domanda deve essere trasmessa online agli uffici competenti dell’INPS utilizzando il servizio dedicato, oppure gli iscritti al Fondo Credito in servizio, possono farlo presentando istanza all’amministrazione di appartenenza.  Coloro che sono rappresentati dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, come amministrazione, possono utilizzare il sistema NoiPa, collegandosi alla piattaforma omonima all’indirizzo https://noipa.mef.gov.it/ ed entrando nell’area riservata utilizzando il proprio codice fiscale e la password rilasciata dal ministero. Il sistema, una volta compilata la richiesta, la trasmetterà in via telematica all’INPS.

E’ sempre possibile accedere al sistema di cui abbiamo parlato e alla piattaforma INPS, sulla quale è anche possibile inviare direttamente la domanda telematica, come citato in precedenza, attraverso il possesso del PIN dispositivo, ossia grazie all’identità digitale SPID, o tramite la Carta Nazionale dei Servizi (acronimo CNS). Una volta entrati, sarà sufficiente digitare nella casella di ricerca il servizio desiderato, nel nostro caso “Piccolo Prestito Gestione Unitaria delle Prestazioni Creditizie e Sociali”, accedere a questo in versione desktop o mobile e seguire le istruzioni, compilando tutti i campi richiesti. Una volta inviata la domanda, avremo la risposta positiva o il diniego entro poche ore.

In caso positivo, la somma ci sarà accreditata sul conto corrente indicato per mezzo del codice IBAN nei tempi tecnici previsti per un bonifico.

Prestito Personale NoiPa

Disponibile per tutti gli insegnanti, ossia i docenti e i professori che abbisognino di un prestito personale richiedibile direttamente online, moderno e in tempi brevi, esiste una forma di finanziamento riservata ai dipendenti delle Pubbliche Amministrazioni che abbiano le credenziali d’accesso e siano quindi iscritti alla piattaforma NoiPa.

NoiPa è un sistema informatico digitalizzato, grazie al quale i dipendenti delle PA possono gestire online e analizzare, ad esempio, presenze degli insegnanti e tutti i dati giuridico-economici: grazie all’incrocio di tutte queste informazioni, l’amministrazione pubblica di riferimento, nel caso dei professori il MEF, riesce a individuare ed elaborare i cedolini mensili dello stipendio, nonché tutte le ritenute e i contributi previsti alla fonte.

E’ un portale molto utile, raggiungibile all’indirizzo https://noipa.mef.gov.it/ grazie a un semplice browser internet e una connessione e disponibile per tutti quegli enti pubblici che hanno aderito alla digitalizzazione dei propri servizi, tra cui troviamo anche le scuole pubbliche.

Oltre il punto di vista dirigenziale, il portale è fruibile, come già anticipato, anche dai dipendenti statali stessi che possono, con pochissimi click, usufruire di diversi servizi e opportunità, comodamente seduti alla propria scrivania.

Tra i numerosi servizi e le opzioni disponibili per gli insegnanti, troviamo anche la possibilità di richiedere i prestiti personali, alle condizioni già descritte nei precedenti capitoli, ma con modalità ben più interessanti e funzionali. Qualunque insegnante con uno stipendio fisso, può tranquillamente richiedere on line un finanziamento, in questo caso un piccolo prestito e rimborsarlo da un minimo di un anno fino a un massimo di quattro.

L’importo richiedibile utilizzando la piattaforma web NoiPa per insegnanti, dipende dalla durata e dal nostro stipendio netto: potremo chiedere da una mensilità netta, fino a un massimo di quattro e, nel caso non sussistano altre trattenute derivanti dalla sottoscrizione di ulteriori finanziamenti, sarà anche possibile ricevere fino a due stipendi mensili in più all’anno in forma di prestito.

Compilare la richiesta, se siete un insegnante e avete tutte le carte in regola per farlo, è molto semplice: occorre essere registrati alla piattaforma NoiPa, dunque essere in possesso delle credenziali di accesso, ossia avere l’identità digitale SPID, oppure la CNS (Carta Nazionale dei Servizi) con la quale provare la nostra identità.

Una volta dentro il sistema, avremo facoltà d’accesso a vari servizi e potremo, innanzitutto, sfruttare il simulatore on line del prestito ottenendo l’importo massimo richiedibile e la rata che dovremo pagare, oltre il tasso d’interesse applicato al piano di ammortamento (TAN e TAEG) in funzione della cifra richiesta.

Individuato il piccolo prestito corrispondente alle nostre esigenze e tagliato su misura per il nostro budget familiare, sarà necessario cercare il servizio di richiesta idoneo e compilare i campi al fine d’inviare la domanda sottolineando l’importo e la durata. La procedura è molto snella e veloce: entro 48 ore, in caso di esito positivo, otterremo i soldi tanto desiderati direttamente sul nostro conto corrente.

In ogni momento, inoltre, sarà possibile visionare e monitorare lo stato d’avanzamento della nostra richiesta, nell’apposita sezione del portale NoiPa, facendo attenzione all’accettazione o meno della stessa.

 

Cessione del Quinto INPS per Insegnanti

L’INPS, dopo aver assorbito tutte le dinamiche e le azioni cui faceva capo l’INPDAP, ha provveduto a mantenere gli stessi strumenti disponibili, anzi, li ha addirittura potenziati, modernizzandoli e avanzandoli secondo il corso dei tempi.

In quest’ottica, l’INPS ha istituito i prestiti pluriennali a favore dei dipendenti pubblici, compresi gli insegnanti, quella particolare categoria di finanziamenti con cessione del quinto dello stipendio, in alcuni casi particolari previsti dal regolamento interno all’Istituto erogante stesso.

Si tratta di prestiti erogati direttamente dall’INPS a favore di propri iscritti nei casi previsti dalla normativa: i potenziali richiedenti, infatti, devono essere dipendenti pubblici iscritti alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, altresì denominato Fondo Credito e possono essere richiesti anche per l’acquisto della prima casa di un figlio che voglia rendersi autonomo, allargando così la platea dei beneficiari.

I possibili beneficiari di questi prestiti devono avere un contratto a tempo indeterminato e almeno quattro anni di anzianità contributiva utile in assoluto e quattro anni di versamento alla Gestione Unitaria cui si riferiscono; è possibile usufruire di questo beneficio, anche se si è un insegnante precario, ossia a tempo determinato, ma è necessario avere un contratto di almeno 3 anni e il finanziamento dovrà avere durata massima legata all’impiego, nonché cedere il trattamento di fine rapporto a garanzia contro il rischio d’insolvenza.

La domanda può essere presentata, obbligatoriamente on line, entro un anno dall’evento o dal rilascio della documentazione comprovante la spesa sostenuta per i casi di bisogno previsti: sarà inoltre necessario allegare un certificato medico a prova di uno stato di salute buono, rilasciato al massimo 45 giorni prima della domanda inviata..

Il prestito con cessione del quinto è richiedibile su un importo che non può superare il 20% dello stipendio del titolare della richiesta, ossia dell’insegnante e la durata può essere o quinquennale  (60 rate), o decennale (120 rate).  I costi del prestito sono presto esplicati e rappresentati in forma tabellare:

Tasso di Interesse Annuo Nominale TAN

3,5%

Spese di amministrazione

0,5% su importo finanziato

Premio sui rischiVariabile in base alla fascia d’età, alla scadenza e alla durata, secondo le tabelle previste dall’INPS

I prestiti garantiti INPS, sono finanziamenti erogati da società finanziarie con le quali l’istituto ha una convenzione, ai quali l’ente garantisce contro alcuni rischi al rilascio del credito al consumo per i propri iscritti. I rischi garantiti dall’INPS a favore della restituzione del prestito alla finanziaria cui l’iscritto si rivolgerà per il rilascio di una somma di denaro, riguardano quelli inerenti i casi di conclamata insolvenza e impossibilità a corrispondere le rate, ossia:

  • Decesso prima dell’estinzione;
  • Cessazione servizio senza diritto alla pensione;
  • Riduzione stipendio.

I prestiti garantiti sono richiedibili alle finanziarie convenzionate INPS da parte di propri iscritti che li possono estinguere pagando rate massime mensili pari alla trattenuta del quinto dello stipendio, al netto delle ritenute previste dalla legge.

Anche in questo caso, la durata del piano di ammortamento di questi strumenti è quinquennale o decennale e l’importo massimo richiedibile è calcolato in funzione della quota cedibile, ossia del quinto moltiplicato per la durata prevista.

Il tasso d’interesse, in questo caso, non è conoscibile a priori, ma è diverso a seconda della banca o della società finanziaria, ovvero dell’istituto di credito autorizzato al quale ci rivolgiamo, i quali devono chiaramente indicare questo parametro in modo trasparente. In ogni caso, l’indice di nostro interesse, sarà il TAEG.

Essendo uno strumento coperto da garanzia da parte del Fondo Credito INPS, ci saranno dei costi gravanti sul credito da corrispondere, oltre gli interessi e le spese amministrative previste dall’istituto erogante cui sarà affidata la nostra richiesta.

Le spese ulteriori riguarderanno un’aliquota dello 0,50% sull’importo lordo a titolo di costi amministrativi, un premio a tutela del rischio d’insolvenza pari a 1,5% per i prestiti quinquennali e 3% per quelli decennali con la possibilità dell’aggiunta rispettivamente di un 2% o di un 4% nel caso in cui la durata del piano di rimborso ecceda i 65 anni compiuti dal richiedente.

Al fine di richiedere questa garanzia, l’iscritto deve avere un contratto a tempo indeterminato, quattro anni di contributi idonei al calcolo della pensione e quattro anni di versamento contributivo al Fondo Credito della Gestione Unitaria per le prestazioni creditizie e sociali.

La domanda va presentata fisicamente all’istituto d’appartenenza, nel caso dei docenti e degli insegnanti, la scuola, scaricando direttamente il modello dal sito INPS nella sezione omonima: dopo averla compilata, sarà necessario allegare un certificato medico che attesti lo stato di buona salute non più vecchio di 45 giorni dalla data d’istanza.

L’istituto lo compila e attesta la sussistenza dei requisiti reddituali, inviando l’incartamento all’istituto finanziario convenzionato cui si è rivolta la richiesta: questi compila a sua volta il modello indicando le caratteristiche del prestito con cessione del quinto e le garanzie richieste, ritornandolo all’amministrazione che la invia all’INPS.

L’ente Nazionale di Previdenza Sociale, controlla la regolarità di tutte le informazioni e l’idoneità all’accesso, concedendo o meno la garanzia richiesta per il finanziamento con cessione del quinto.

 

Simulazione Finanziamento

A favore degli iscritti alla Gestione Unitaria INPS di cui abbiamo parlato, compresi quindi gli insegnanti, mutuata dalla precedente cassa INPDAP, abbiamo la possibilità di utilizzare uno strumento on line molto utile e semplice per verificare la possibilità di richiedere un piccolo prestito oppure uno pluriennale erogato direttamente dall’ente.

Grazie all’applicazione, raggiungibile all’indirizzo www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?iiDServizio=2741, potremo simulare un prestito possibile, utilizzando i parametri impostati nello strumento, oppure accedendo al portale web INPS per avere un piano di ammortamento personalizzato, basato sui dati reali presenti nei database.

Accedendo al servizio da utente senza accesso al portale, potremo orientarci sul tipo di prestito e sull’importo minimo e massimo richiedibile, ossia impostare un nostro ideale, in base alle esigenze economiche personali o all’importo di cui abbiamo bisogno.

Lo strumento, infatti, è diviso in tre tipologie:

  • Simulazione Prestito;
  • Simulazione Prestito per Rata ideale;
  • Simulazione Prestito per importo specifico.

Se utilizziamo il primo, potremo, compilando il campo stipendio netto e quello relativo alla nostra data di nascita, ottenere gli importi minimi lordi e massimi.

Ad esempio, nel caso di persona nata il 1/1/1990 e importo netto di 1.000€, avremo questa situazione:

TipoDurata in mesiTasso TANImporto Minimo LordoImporto Massimo Lordo
Piccolo Prestito124,25%1.000€2.000€
Piccolo Prestito244,25%2.000€4.000€
Piccolo Prestito364,25%3.000€6.000€
Piccolo Prestito484,25%5.000€8.000€
Prestito Pluriennale603,50%3.000€11.000€
Prestito Pluriennale1203,50%5.000€20.200€

Cliccando su ogni singola voce, inoltre, avremo la possibilità di visionare l’importo della rata minima, massima, gli interessi e le spese relative, quelle amministrative e quelle del Fondo di Garanzia, oltre l’indicazione dell’importo netto.

Se utilizziamo il secondo strumento, invece, potremo, inserendo lo stipendio netto, la data di nascita e la rata ideale vicina alle nostre esigenze, conoscere le varie possibilità. Chiaramente, mentre compileremo i due campi principali, ci sarà indicato l’importo massimo consentito per la rata.

Se, ritornando all’esempio precedente, il nostro stipendio netto è di 1.000€ e siamo nati il 1 gennaio del 1990, volendo una rata semplice di circa 100€ mensili, avremo questa situazione:

TipoDurata in mesiTasso TANImporto RataImporto Minimo Lordo
Piccolo Prestito124,25%93,75€1.100€
Piccolo Prestito244,25%95,70€2.200€
Piccolo Prestito364,25%97,68€3.300€
Prestito Pluriennale603,50%99,92€5.500€
Prestito Pluriennale1203,50%99,62€10.100€

Utilizzando il terzo strumento, invece, specificheremo lo stipendio netto, la data di nascita e l’importo che vogliamo richiedere, fermo restando il limite minimo pari a una mensilità netta del nostro salario. A tal proposito, riprendiamo l’esempio precedente, richiamando la stessa persona nata il 01/01/1990, insegnante con stipendio netto pari a 1.000€ che richiede un importo uguale a 10.000€. (anche in questo caso il simulatore ci indica l’importo massimo erogabile prima d’inserire la cifra). Otterremo, quindi:

TipoDurata in mesiTasso TANRataSpese AmministrativeSpese Fondo GaranziaImporto Lordo
Prestito Pluriennale603,50%181,67€50€96€10.000€
Prestito Pluriennale1203,50%98,63€50€228€10.000€

 

Contatti

Se desideriamo maggiori informazioni e siamo degli insegnanti iscritti all’ex INPDAP, ora INPS, possiamo avvalerci dei vari canali di contatto previsti per i propri contribuenti proprio dall’ente stesso.

Sinteticamente, potremo parlare con un consulente specializzato nel risolvere i nostri dubbi e rispondere alle nostre richieste, utilizzando questi mezzi:

  • Call Center INPS 803 164 gratuito da rete fissa;
  • Call Center INPS da rete mobile al numero 06 164 164;
  • Presso una sede fisica INPS sul territorio, ritrovabile utilizzando l’apposito strumento sul portale web, ovvero chiedendo un appuntamento.