Prestito Ristrutturazione Casa, come funziona, documenti e Agevolazioni



Ristrutturare Casa

Molto spesso ci troviamo di fronte all’esigenza e la volontà di acquistare una casa o di procedere a una ristrutturazione per renderla esteticamente più gradevole, più moderna e più efficiente, ovvero provvedere ad una manutenzione straordinaria. Per far questo, si dovrebbe sostenere una spesa molto ingente in un lasso di tempo abbastanza stretto; avremmo quindi bisogno di risparmi e della volontà d’investirli, disinvestendoli magari da obbligazioni sottoscritte, pacchetti azionari o altri accantonamenti disponibili con forte rischio per il futuro della nostra famiglia.

Vista la nota propensione al risparmio della popolazione italiana (anche se il trend è messo a dura prova dalla crisi e da nuove dinamiche socio-economiche), è difficile prendere una tale decisione: per questo sono disponibili finanziamenti che aiutano ad acquistare e ristrutturare la propria casa grazie a prestiti o mutui. Ci sono inoltre bonus, agevolazioni e incentivi disposti dai dirigenti politici, più o meno ciclici, finalizzati al cosiddetto recupero del patrimonio edilizio, sia che si tratti di singole unità, sia di parti comuni a condomini.

L’agevolazione più importante è definita dall’art.16-bis del D.P.R. 917/86, il cosiddetto Testo unico delle imposte sui redditi: l’articolo parla di una detrazione Irpef del 36% per le spese di ristrutturazione sostenute in misura massima a 48.000€ per ciascun’unità. Grazie al decreto legge n°83 del 2012, è stata elevata temporaneamente questa percentuale al 50% con la misura massima di spesa di 96.000€ e questa misura ha avuto varie proroghe, ultima quella della Legge di Bilancio 2019(legge n° 145 del 30 dicembre 2018); un beneficio davvero molto intrigante, il cui obiettivo è incentivare il business edilizio ed aiutare l’ammodernamento degli edifici al fine di affrontare nuove problematiche. Pensiamo al rischio sismico, ad esempio, o al più funzionale efficientamento energetico: tutti noi sappiamo che, nei giorni nostri, è necessario possedere una certificazione energetica da allegare a ogni documento contrattuale che riguardi il nostro immobile (pensiamo, ad esempio, al contratto di locazione). Le classi energetiche delle case seguono un modello certificato, da quella meno efficiente, Classe G, a quella con maggior resa, Classe A1 fino a A4.

Dal 2018 è vincolante per l’ottenimento del beneficio, l’obbligo della trasmissione a ENEA dei documenti sul lavoro svolto e sugli interventi effettuati sia per quanto concerne la ristrutturazione in senso stretto, sia per quanto riguarda la riqualificazione energetica della casa. L’Agenzia Nazionale per le nuove Tecnologie, l’Energia e lo Sviluppo economico sostenibile (in breve ENEA) monitorerà la congruenza delle spese sostenute, ponendole a confronto al risparmio di energia conseguito e valutando, di conseguenza, il nuovo modello energetico.

Oltre la detrazione IRPEF, ci sono altre possibili agevolazioni in funzione di ristrutturazioni o ammodernamenti, ad esempio l’applicazione di IVA in misura ridotta (l’Imposta sul Valore Aggiunto che utilizziamo spesso nella fatturazione) oltre quella di detrarre, dalla denuncia dei redditi, gli interessi passivi corrisposti su un eventuale mutuo finalizzato allo scopo. Non dimenticando le detrazioni per l’acquisto vero e proprio d’immobili interamente ristrutturati e quelle per la realizzazione o l’acquisto di posti auto.

Come dicevamo, è ora obbligatorio comunicare le spese ammissibili al beneficio, direttamente sul sito predisposto ad hoc, all’indirizzo www.bonuscasa2019.enea.it/index.asp per quanto concerne i lavori edilizi e tecnologici che comportano un risparmio energetico e sono stati svolti nel 2019 ai sensi del D.P.R. 917/86 art. 16-bis; tutto questo entro 90 giorni tassativi dalla data di fine lavori. Se, invece, le opere sono state eseguite nell’anno 2018, è stata prorogata la data d’invio direttamente sul portale www.ristrutturazioni2018.enea.it fino al 1 aprile 2019. La data di fine lavoro coincide con il collaudo anche parziale, la dichiarazione di conformità, ovvero la dichiarazione di fine lavori prodotta dal direttore; se la data è compresa tra il 1 gennaio 2019 e l’11 marzo, il limite dei 90 giorni decorre dal giorno di pubblicazione del sito on line, l’11 marzo appunto.

Oltre il citato Bonus Casa del 2019, esiste un EcoBonus emesso con il medesimo obiettivo della riqualificazione energetica del patrimonio esistente, ma con destinatari diversi, istituito tramite legge finanziaria 296/2006; a differenza del primo, infatti, questa soluzione prevede incentivi rivolti agli edifici nel loro complesso e per le strutture comuni condominiali.

Questi ultimi incentivi sono stati prorogati fino al 2021 e prevedono aliquote applicabili che vanno dal 70% al 85% per gli interventi all’involucro delle parti comuni ovvero del 50% o 65% se sono attuate le altre procedure ammesse, ad esempio le schermature solari o le pompe di calore. Il sito disponibile per comunicare le spese inerenti la soluzione EcoBonus è https://ecobonus2019.enea.it/index.asp.

Tornando allo strumento denominato Bonus Casa 2019, l’obbligo di comunicazione all’Enea, riguarda le strutture edilizie e gli interventi connessi, gli infissi acquistati e montati, gli impianti tecnologicamente più avanzati adottati e particolari tipi di elettrodomestici; per questi ultimi l’obbligo d’informazione parte dalla data d’acquisto documentata.

Nei prossimi capitoli indagheremo sulle possibilità per il cittadino che vuole ristrutturare la propria casa e ammodernarla nel 2019, sui requisiti minimi d’accesso e sulle modalità, sfruttando gli incentivi fruibili dallo stato Italiano, prorogati con la Legge di Bilancio del 2019. In ottemperanza a questo scopo, proviamo a descrivere brevemente tutti gli strumenti disponibili per definire al lettore uno scenario a 360°; le agevolazioni disponibili per quest’anno sono dunque:

  • Bonus Casa. L’incentivo di cui ci occuperemo nei prossimi capitoli nel dettaglio che riguarda le ristrutturazioni;
  • Eco Bonus. Detrazione del 65% per importi fino a 100.000€ di spesa suddivisibili in 10 anni a detrazione delle dichiarazioni dei redditi per quanto concerne l’Imposta sul Reddito delle Persone Fisiche (IRPEF). Nel dettaglio, abbiamo alcune di queste agevolazioni:
    • Bonus Caldaia. Detrazione in base al tipo di generatore acquistato, variabile dal 50% al 65%;
    • Bonus Zanzariere e Tende Anti-insetto. Se dotate di schermature solari, la detrazione è pari al 50%;
    • Bonus Tende da sole e Tende da interni. 50%;
    • Bonus Finestre e Infissi. Soluzione prevista sia da questa misura, sia dal Bonus Casa, per la quale è prevista la detrazione Irpef del 50% sulle spese ammesse al beneficio.
  • Bonus Mobili. Detrazione pari al 50% per l’acquisto di mobili e grandi elettrodomestici per un importo massimo di 10.000€. Il diritto al beneficio spetta solo nel caso siano stati eseguiti interventi di ristrutturazione precedentemente nello stesso immobile in cui andranno installati;
  • Bonus Verde. Le spese ammesse al beneficio concernono, tra le altre, la sistemazione di aree cortilive verdi scoperte, recinzioni, pertinenze, messa in opera d’impianti d’irrigazione, costruzione di pozzi, realizzazione di coperture a verde e costituzione di giardini pensili. Il vantaggio sulla dichiarazione ai fini di pagamento Irpef si definisce al 36% per una spesa massima totale di 5.000€ a unità immobiliare, comprensive di spese progettuali e manutentive; il pagamento di queste cifre deve essere tracciabile e documentato.

Se siamo curiosi e vogliamo avere una panoramica totale di tutte le opzioni disponibili, oltre a leggere i capitoli di quest’articolo, possiamo rivolgere la nostra attenzione alla guida redatta dall’Agenzia delle Entrate e disponibile sul sito web della stessa, nella sezione “Agenzia Informa”.

Oltre l’incentivo, ci preoccuperemo di dare uno sguardo ai finanziamenti da parte dei principali istituti finanziari finalizzati alla ristrutturazione del proprio appartamento, villa o altro immobile, affiancando l’analisi benefici con quella delle opportunità disponibili sul mercato del credito privato.

 

Come Funziona

Il Bonus Casa è, come abbiamo anticipato, una soluzione agevolativa per il finanziamento delle ristrutturazioni edilizie. Connesso al finanziamento, è previsto un rimborso Irpef massimo riguardante il 50% della somma intera, il cui massimale è 96.000€. Chiaramente, non usufruiremo di una detrazione una tantum dell’intera somma, ma sarà spalmata su 10 annualità, dividendo la cifra detraibile in dieci scaglioni. Un esempio sarà chiarificatore: pensiamo di avere speso la somma massima detraibile, di 96.000€, usufruiremo di 48.000€ (96.000€*50%) spalmati in detrazioni Irpef annuali di 4.800€ (48.000€/10).

Si tratta di una misura molto antica, legata al cosiddetto Testo Unico delle Imposte sui Redditi (TUIR) nel quale è descritta questa possibilità,  pur se in misura percentuale minore, il 36%, e un importo complessivo massimo di 48.000€; grazie alle leggi finanziarie promosse dai governi in successione attraverso delle proroghe, sono stati innalzati questi valori ed è possibile ottenere il beneficio secondo le cifre descritte in precedenza, nell’ordine del 50%, per i lavori di ristrutturazione e le spese ammissibili svolte dal 2010 al 2019 compreso.

Come abbiamo già accennato, l’Agenzia delle Entrate ha redatto una guida disponibile e scaricabile anche on line per descrivere lo strumento del Bonus Ristrutturazioni (denominato Bonus Casa); all’interno della guida sono descritti le modalità, i beneficiari e le spese ammissibili per i singoli immobili residenziali appartenenti alle diverse categorie catastali, compresi quelli rurali e le pertinenze di tutti.

I lavori svolti sulle singole unità immobiliari, per i quali spetta l’agevolazione fiscale, sono molteplici e legati a diverse finalità. Troviamo:

  • Interventi il cui elenco è estrapolabile dalle lettere b), c) e d) dell’articolo 3 D.P.R. 380/2001, cosiddetto Testo Unico delle Disposizioni Legislative e Regolamentari in materia Edilizia. Nel dettaglio abbiamo:
    • Manutenzione Straordinaria. Opere e modifiche strutturali senza modifiche sulle destinazioni d’uso e le dimensioni volumetriche degli edifici. Esempi di questi interventi sono l’installazione di ascensori e scale di sicurezza, realizzazione e miglioramento dei servizi igienici, sostituzione di infissi esterni e serramenti, del materiale o riguardo la tipologia, il rifacimento di rampe e scale anche interne, interventi finalizzati al risparmio energetico, la recinzione dell’area privata, etc.
    • Restauro e Risanamento Conservativo. Insieme d’interventi destinati alla conservazione dell’immobile e alla sua funzionalità con destinazioni d’uso consentite e compatibili. Esempi appartenenti alla categoria sono gli interventi contro il degrado e la sua prevenzione, l’adeguamento delle altezze dei solai nel rispetto del volume totale, l’aerazione maggiore dei locali mediante apertura di finestre, etc.
    • Ristrutturazione Edilizia. Anche molto importanti, come per esempio la demolizione e ricostruzione con la stessa volumetria di un immobile, la modifica di una facciata, la realizzazione di balconi e mansarde, la trasformazione di un balcone in veranda, l’apertura di nuove porte e finestre, la deroga all’ampliamento delle superfici e dei volumi solo nel caso di costruzione di servizi igienici, etc.
  • Interventi necessari a seguito di eventi calamitosi per ripristinare la funzionalità dell’immobile e la sicurezza, se dichiarato lo stato di emergenza;
  • Lavori per eliminare le barriere architettoniche e qualsiasi opera che favorisca la mobilità interna ed esterna all’abitazione appannaggio persone con disabilità gravi (legge 104/1992), ad esempio sistemi di domotica e tecnologia applicata;
  • Interventi di messa in sicurezza della struttura contro il rischio di atti illeciti, quali il furto, il sequestro etc. L’acquisto di porte blindate, serrature, lucchetti, saracinesche apposite, l’installazione di rilevatori di apertura, di telecamere, vetri antisfondamento, casseforti murate sono tutte azioni agevolabili;
  • Cablatura edificio e contenimento dell’inquinamento acustico;
  • Risparmio energetico, ad esempio l’installazione d’impianto fotovoltaico;
  • Interventi contro il rischio sismico. In questo caso sono previste detrazioni più elevate che possono elevarsi fino al 85% della spesa complessiva e fanno parte del pacchetto “Sisma Bonus” prorogato fino al 31 dicembre 2021;
  • Bonifica amianto e prevenzione incidenti domestici.

Le detrazioni spettanti invece per le parti comuni di un condominio seguono regole leggermente diverse e specifiche; per ogni singolo condomino, la detrazione spettante sarà riferita alla quota millesimale di proprietà ovvero secondo criteri diversi applicabili in base all’articolo 1123ss del codice civile. Gli interventi assoggettabili riguarderanno:

  • Manutenzione Ordinaria. Ad esempio opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture, dei pavimenti, infissi e serramenti, tinteggiatura delle pareti, rifacimento intonaci, impermeabilizzazione di tetti e terrazze, etc.
  • Manutenzione Straordinaria.
  • Restauro e Risanamento Conservativo.
  • Ristrutturazione Edilizia.

Com’è facile verificare, oltre a quelli già elencati per le singole unità immobiliari, abbiamo in aggiunta il primo punto.

In linea generale, il contribuente attivo potrà avvalersi del beneficio derivante dalla detrazione del 50% per la spesa sostenuta durante l’anno sul singolo immobile e sulle sue pertinenze, considerate come un tutt’uno, anche nel caso di accatastamento divergente. Ciascun contribuente, inoltre, avrà diritto per la quota spettante, solo alla riduzione delle imposte da corrispondere all’Erario e non a un rimborso, pur se contabilmente presente.

La procedura per l’accesso al beneficio è stata notevolmente semplificata negli anni, al fine di permettere a una maggiore platea di utenti di usufruirne; sarà sufficiente indicare nella dichiarazione dei redditi i dati catastali identificativi dell’immobile soggetto a ristrutturazione e, se disponibili, gli estremi di registrazione dell’atto costituente  il titolo (proprietario, locatario, etc.), oltre gli altri dati richiesti.

Sarà inoltre necessaria la comunicazione preventiva all’azienda sanitaria locale per mezzo di raccomandata A.R. riportante le informazioni inerenti lo svolgimento di lavori, quali le generalità del committente e l’ubicazione, la natura dell’intervento, i dati identificativi dell’impresa esecutrice (oltre assunzione di responsabilità per le materie di sicurezza sul lavoro e contribuzione) e la data d’inizio tassativa.

Abbiamo già parlato dell’obbligo di comunicazione all’ENEA al fine di consentire la valutazione sull’efficienza energetica degli edifici, ma non si è detto che non tutti gli interventi sono passibili di obbligatorietà. Quelli soggetti a tale azione sono elencati in forma tabellare:

 

Componenti e Tecnologie

 

Intervento

 

Strutture Edilizie

  • Riduzione trasmittanza(dispersione di calore) delle pareti verticali che delimitano gli ambienti riscaldati dall’esterno;
  • Riduzione trasmittanza strutture opache orizzontali e inclinate, le coperture;
  • Riduzione della trasmittanza dei pavimenti.
Infissi
  • Riduzione trasmittanza dei serramenti, compresi gli infissi.
Impianti Tecnologici
  • Collettori solari;
  • Sostituzione generatori di calore con caldaie a condensazione;
  • Sostituzione generatori di calore con quelli ad aria e adeguamento dell’impianto;
  • Pompe di calore per climatizzazione ambienti;
  • Sistemi ibridi;
  • Microcogeneratori;
  • Scaldacqua a pompa di calore;
  • Generatori di calore a biomassa (legna, pellet, etc.);
  • Installazione sistemi di contabilizzazione del calore negli impianti centralizzati per una pluralità di utenze;
  • Installazione sistemi di termoregolazione e bulding automation;
  • Teleriscaldamento;
  • Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo.
Elettrodomestici di classe energetica minima A+, esclusi i forni (classe minima A) e i piani cottura, lavasciuga
  • Forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici e a induzione, lavasciuga, lavatrici, asciugatrici.

La procedura per inviare la dichiarazione è totalmente telematica. Ci basterà andare sul sito https://bonuscasa2019.enea.it/index.asp, registrarci all’area utenti, accedere al sistema dopo aver confermato le nostre credenziali per poi inserire i dati anagrafici del beneficiario; una volta fatto questo, inseriremo gli estremi dell’immobile oggetto d’intervento, la natura dello stesso e, una volta verificati i dati a schermo intero, potremo inviare la dichiarazione on line e stamparla in formato cartaceo.

Si può chiaramente verificare la logica alla base di tutti questi interventi, ovvero quella di una minore dissipazione e dispersione del calore interno, rendendo più efficace qualsiasi tecnologia adottata per riscaldare e raffreddare gli ambienti vissuti da un nucleo familiare; l’attenzione rivolta ai nuovi e più moderni generatori di calore non solo evidenzia un’attenzione rivolta all’ecologia, ma sottintende una linea politica chiara e determinata dall’economicità legata allo sfruttamento dell’energia, al contrario del consumismo massivo.

 

Chi Può Richiedere il Prestito

Il beneficiario di quest’agevolazione molto interessante non è solo il proprietario dell’immobile sui generis, ma possono esserlo anche altri soggetti che possiedono uno qualunque dei diritti reali di godimento previsti nel nostro codice civile, ad esempio il diritto di superficie, di abitazione, d’uso o d’usufrutto. Naturalmente il requisito minimo è quello di essere un contribuente attivo assoggettato all’imposta sul reddito delle persone fisiche.

Oltre a questi, possono avanzare l’istanza d’accesso al beneficio anche coloro che sono i nudi proprietari dell’immobile, i comodatari e i locatari (coloro che detengono il possesso del bene in seguito ad accordi di comodato o locazione) ovvero i soci di cooperative, siano esse divise o indivise (pensiamo, ad esempio alle cooperative di abitazione che danno in godimento gli immobili posseduti ai propri soci) .



La platea dei potenziali richiedenti non prevede solo le persone fisiche singole, ma anche le realtà disposte in forma associata, siano esse società di capitali o meno; pensiamo alle imprese in accomandita semplice o simile, le imprese familiari, le società in nome collettivo etc. Gli imprenditori individuali possono anch’essi avanzare richieste d’accesso al beneficio, ma questi immobili non devono essere oggetto di compravendita o definibili come beni strumentali.

Nel caso sia stato siglato un compromesso di vendita, il bonus sarà concesso a chi acquisirà poi la piena titolarità dell’immobile andando a rogito sempre che siano soddisfatti determinati requisiti:

  • Dovrà essere già in possesso dell’immobile;
  • Dovrà eseguire gli interventi a proprio carico;
  • Sarà stato registrato il compromesso entro la data di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Anche chi esegue le ristrutturazioni sfruttando la propria forza d’opera, può chiedere la detrazione limitatamente alle spese sostenute per il materiale e le attrezzature acquistate.

Dal 2018 la novità è stata l’assunzione tra i potenziali soggetti beneficiari degli Istituti autonomi per le case popolari e degli enti con le stesse finalità sociali, operanti almeno dal 2013.

Per fruire della detrazione, è necessario che i pagamenti siano documentati, per mezzo di un bonifico bancario o postale riportanti la causale del versamento, il codice fiscale del beneficiario della misura e il codice fiscale o numero di Partita Iva di chi incassa i soldi, di solito la ditta esecutrice dei lavori. La causale da indicare deve riferirsi con alla norma riportata dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986.Ecco un esempio:

 

Causale

Bonifico relativo a lavori edilizi che danno diritto alla detrazione prevista

dall’articolo 16-bis del Dpr 917/1986

Pagamento fattura n. ___ del ______ a favore di _______________

partita Iva _________________

Beneficiario della detrazione _________ codice fiscale______________

 

Se abbiamo usufruito di un finanziamento erogato da una banca o una società operante nel mercato del credito, potremo ugualmente richiedere l’accesso al beneficio se saranno verificati i seguenti presupposti:

  • La finanziaria paga l’impresa esecutrice con bonifico bancario o postale riportante tutti i dati previsti dalla legge e descritti in precedenza;
  • Avremo il possesso della ricevuta del bonifico a prova della transazione.

Il contribuente che avrà il diritto alla detrazione, dovrà conservare ed esibire, su richiesta degli uffici preposti ai controlli, tutti i documenti indicati nel provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011: oltre alla ricevuta del bonifico, dovrà conservare le fatture o le ricevute fiscali a riprova dello svolgimento dei lavori di ristrutturazione.

 

Agevolazioni Edilizie

Il Governo attuale ha confermato nella Legge Finanziaria del 2019 varie misure che si sono succedute nel corso del tempo e che tentano di promuovere lo sviluppo tecnologico e incentivare il settore dell’edilizia. Le agevolazioni edilizie confermate anche per le spese sostenute durante l’anno, come abbiamo già anticipato in precedenza, descrivono numerosi strumenti. Chi ha ristrutturato casa nel 2018 potrà usufruire del bonus sui mobili e gli elettrodomestici nel 2019 mentre, tema più sensibile, è ancora vigente il cosiddetto Sisma Bonus.

Grazie al Sisma Bonus, l’Italia tenta di porre un rimedio ai continui danni dei terremoti che percuotono il suolo nelle zone ad alto rischio sismico sulle quali si trovano ancora costruzioni vetuste e non in grado di reggere movimenti ondulatori e repentini. Con questa misura si tenta di agevolare gli interventi effettuati per la messa in sicurezza dell’immobile nella zona in cui c’è stato un terremoto, a tutela di chi abita e dei vicini di casa. Grazie a quest’agevolazione, sarà possibile detrarre dalla dichiarazione dei redditi sulla componente Irpef,  percentuali di spesa da un minimo del 50% ad un massimo del 80% per i privati, fino ad arrivare all’85% di detrazione appannaggio dei condomini. La cifra massima è sempre la medesima, nell’ordine dei 96.000€ e la percentuale applicata varierà in base alla natura dell’intervento effettuato; fino al 2021 sarà possibile usufruire di questo bonus, veramente importante per la salvaguardia del territorio storico e della popolazione italiana.

 

EcoBonus 2019

L’EcoBonus 2019, confermato, prevede invece diverse aliquote di detrazione in base sempre alla natura dell’opera ammessa all’incentivo. Una tabella ci aiuterà a visualizzare le soluzioni disponibili:

INTERVENTI AMMESSIALIQUOTE DETRAZIONE
Serramenti e infissi

50%

Schermature solari
Caldaie a biomassa
Caldaie condensazione Classe A
Riqualificazione Globale Edificio 

 

65%

Caldaie Condensazione Classe A+ sistema termoregolazione evoluto
Generatori di aria calda a condensazione
Pompe di calore
Scaldacqua a PDC
Coibentazione involucro
Collettori solari
Generatori ibridi
Sistemi Bulding Automation
Microgeneratori
Interventi su parti comuni di condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente)

70%

Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + Qualità Media dell’involucro)

75%

Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 1 classe RISCHIO SISMICO)

80%

Interventi su parti comuni dei condomini (coibentazione involucro con superficie interessata >25% superficie disperdente + riduzione 2 o più classi RISCHIO SISMICO)

85%

 

Bonus Verde

Il Bonus Verde ha trovato conferma tra le altre misure; rivolto a tutti quelli che vogliono sistemare le proprie aree verdi, i giardini et similia, prevede una detraibilità del 36% su cifre ben più contenute (5.000€).

 

Bonus Unico Condominio

A favore di chi risiede nelle zone sismiche classificate dai numeri 1, 2 e 3, è previsto il cosiddetto bonus unico condominio: potremmo usufruire di una detrazione in una forbice tra 80% e 85% sui lavori di ristrutturazione, cumulando quindi sia gli incentivi del sisma bonus, sia quelli dell’ecobonus.

 

Bonus Caldaia

Infine, il Bonus Caldaia per chiunque voglia finalmente cambiare il proprio vecchio generatore di calore e di acqua calda corrente. Potremmo acquistare un apparecchio di classe A con sistemi di termoregolazione evoluti e detrarre fino al 50% della spesa totale; se sceglieremo una caldaia di ultima generazione, a condensazione, la percentuale arriva addirittura al 65%. Un finanziamento per il risparmio presente e futuro, un’occasione da prendere per la propria famiglia e l’ambiente.

 

EcoPrestito

Dopo aver valutato le agevolazioni disponibili, rivolgiamo ora la nostra attenzione ai finanziamenti e ai prodotti finanziari erogati dagli enti privati assoggettabili ai prestiti finalizzati; cercheremo di selezionare i migliori, a tassi agevolati, concentrandoci sempre sul tema cardine dell’articolo, la ristrutturazione di una casa nel 2019.

Prima di descrivere le soluzioni del mercato, parliamo un attimo del cosiddetto EcoPrestito. Per ora solo pensato, è una possibile variante nella quale lo Stato garantirà il contribuente stesso, il quale potrà ottenere i fondi necessari a un tasso più basso rispetto a quello di mercato; lo strumento non sarà disponibile per tutti, ma per una parte determinata di utenza, secondo requisiti ancora da delineate.

 

Finanziamenti per Ristrutturare la Casa

Fiditalia

Fiditalia S.p.a. , la società italiana di credito al consumo, offre prestiti personali per realizzare i propri progetti, ristrutturazione di una casa compresa, anche con consulenza e preventivo gratuito. Il prodotto di riferimento si chiama Fidiamo, un prestito chiaro e semplice, oltre che accessibile. Fidiamo si rivolge ai dipendenti contratto di lavoro, sia a tempo determinato, sia indeterminato, ovvero ai lavoratori autonomi oppure i pensionati, comunque tutti coloro che possono documentare un reddito consolidato e corrente ed hanno un’età anagrafica compresa tra i 18 e i 77 anni.

Fidiamo consente di richiedere un importo tra un minimo di 3.000€ a un massimo di 40.000€ rimborsabili secondo piano di ammortamento di durata compresa tra 24 e 84 mesi a un TAN (Tasso Annuo Nominale) fisso fino a 11,40% e un TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale comprendente tutte le spese e i costi accessori) al massimo di 17,42%.

L’imposta di bollo di 16€ sarà pagata al momento della stipula del contratto che prevederà anche 3€ per le spese di incasso rata;  saranno inoltre dovuti 1,20€ per ogni invio di rendiconto finanziario periodico annuale oltre l’imposta di bollo di 2€.

Il richiedente del prestito Fidiamo, dovrà essere titolare di un conto corrente e presentare alla finanziaria di riferimento un documento d’identità in corso di validità, il codice fiscale ovvero la tessera sanitaria, il documento comprovante il reddito secondo la natura lavorativa(la busta paga, il CUD, il cedolino pensionistico, la dichiarazione dei redditi), il codice IBAN del proprio C/C e, in caso di cittadinanza straniera, la carta o il permesso di soggiorno.

Fiditalia S.p.a. analizzerà la richiesta di finanziamento, adottando le opportune azioni al fine di verificare la veridicità dei dati e la conformità del merito creditizio entro 48 ore dal momento della richiesta: se tutto andrà a buon fine, il denaro sarà disponibile sul conto corrente del titolare del finanziamento dopo la ricezione del bonifico bancario. Il finanziato potrà rimborsare l’estinzione del debito contratto per finanziare i lavori di ristrutturazione, addebitando le rate mensili direttamente in conto corrente con SDD (Sepa Direct Debit) o tramite bollettino postale scegliendo il giorno della scadenza tra il 5, il 15 o il 28 di ogni mese. I tassi d’interesse varieranno in base alla durata e all’importo del finanziamento, oscillando tra minimi e massimi.

A fronte di un prestito di 15.000€ e una durata di 72 mesi per il rimborso, Fidiamo ci consentirà di estinguere il debito corrispondendo rate da 264,89€ al TAN 7,9% e TAEG 9,1%; l’importo totale dovuto, alla fine, sarà di 19.323,28€. Nel caso volessimo estinguere anticipatamente il debito contratto con Fiditalia, potremmo saldare il debito residuo pagando una penale pari a 1% della somma se il contratto ha più di un anno di vita, ovvero dello 0,5% se il periodo contrattuale residuo è compreso tra 1 anno o qualche mese.

 

Younited Credit

Younited Credit è la comunità d’investitori che ti permette di evitare gli intermediari e di chiedere direttamente un prestito a privati che mettono a disposizione il proprio denaro da investire. Younited Credit è un marketplace online del credito che si basa sulla tecnologia “Digital Credit Platform”, un modello per mezzo del quale una comunità d’investitori professionali (persone, aziende, assicuratori, fondi pensione, fondazioni, etc.) permette il prestito diretto. Lo strumento digitale ottimizza i flussi finanziari tra finanziatori e finanziati, gravando solo con una piccola commissione a remunerazione del servizio e copertura dei costi d’esercizio.

Il prestito è veloce, trasparente e soprattutto equo. Basta compilare il form on line, inviare i documenti richiesti in collaborazione con un tutor e riceveremo i soldi entro pochi giorni dall’approvazione finale direttamente sul nostro conto corrente.

Younited seleziona i richiedenti in base al rischio, raggruppa le richieste d’investimento in un unico fondo e diversifica le quote collimando richieste e domande in modo da ripartire il rischio e la remunerazione. Grazie a questo strumento, sono stati finora finanziati più di 100.000 progetti per una somma totale di 433.548.000€: un risultato eccezionale a riprova della solidità del sistema e l’opportunità insita nel portale anche appannaggio di chi cerca un prestito per ristrutturare casa.

Le soluzioni finalizzate a questo scopo sono due: la prima descrive un prestito per l’ampliamento della casa e concerne un finanziamento la cui cifra massima raggiunge un importo ragguardevole, ben 50.000€ rimborsabili anche in 10 anni; può essere definito un prestito per ristrutturazione al fine di coprire i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria dell’immobile (ad esempio la pavimentazione, intonaci esterni e interni, le coperture, il tetto etc.) in senso stretto. Per disporre di questo strumento è necessario possedere un reddito certo e una posizione finanziaria encomiabile per poter garantire la restituzione del prestito entro i tempi pattuiti e alle scadenze prefissate, secondo negoziazione. Sarà anche possibile estinguere anticipatamente il debito pagando la penale prevista per legge sull’importo residuo.

La procedura è molto semplice; entro 48 ore dall’avvio della pratica on line e dalla ricezione di tutta la documentazione necessaria, otterremmo la conferma o meno del finanziamento, in tutta sicurezza e trasparenza., senza ulteriori costi, né revolving. I tassi applicati saranno fissi e costanti così come la rata, per tutta la durata del piano di rimborso. L’esempio riportato sul sito di younited indica, a fronte del finanziamento massimo di 50.000€ un TAN massimo applicabile del 15,23% e un TAEG del 16,45% nel caso di forte rischio connesso al soggetto. E’ lapalissiano che i tassi d’interesse applicati a qualsivoglia richiesta per questa piattaforma siano soggetti a valutazione ex ante e saranno accettati o meno dal richiedente.

Il Prestito Younited Ristrutturazioni, invece, è uno strumento molto più veloce e legato a importi più contenuti. La procedura, anche in questo caso, si svolge totalmente on line e in maniera ancora più veloce: entro 24 ore avremo la risposta alla nostra istanza. La convenienza connessa allo strumento è inoltre elemento fondamentale di questa ulteriore soluzione.

Potremo contattare Younited Credit compilando l’apposito modulo di contatto presente sul sito oppure chiamando il numero 06/94802139, negoziando tassi, rate e avanzando richieste di informazioni.

Approfittando del simulatore on line presente sul sito https://it.younited-credit.com/  possiamo facilmente ottenere dei preventivi di spesa possibili e richiedere il finanziamento totalmente on line, sempre se siamo in possesso di una firma digitale comprovante la nostra identità.

A fronte di un prestito di 50.000€, il massimo possibile, potremo rimborsare secondo 5 modalità disponibili:

  • Rata 751,41€ per 84 mesi, TAEG 7,09%, TAN 4,57%
  • Rata 851,80€ per 72 mesi, TAEG 7,20%, TAN 4,45%
  • Rata 996,02€, per 60 mesi, TAEG 7,50%, TAN 4,25%
  • Rata 1.205,33€ per 48 mesi, TAEG 7,60%, TAN 4,16%
  • Rata 1.558,16 per 36 mesi, TAEG 7,90%, TAN 3,75%

Sarà possibile sottoscrivere una polizza assicurativa a copertura degli importi rateali in caso di eventi ipotetici quali perdita del lavoro o inabilità e altri casi d’impedimento. Il costo solitamente di questa polizza grava in ragione di 1,80% sul totale finanziato, quindi occorre porre particolare attenzione all’opportunità di limitare il rischio d’insolvenza.

Una volta avviata la procedura e confermato il prestito, ci sarà erogato l’importo entro 15 giorni direttamente sul conto corrente da noi indicato tramite IBAN. Noi rimborseremo poi le singole rate in una data prefissata per mezzo dell’addebito diretto con protocollo RID. Come già anticipato, sarà nostro diritto quello di estinguere anticipatamente il debito residuo pagando la penale prevista dalla legge (1% o 0,5% sul debito al tempo t). A fronte di una richiesta di 15.000€ e una durata contrattuale di 72 mesi, pagheremo rate da 255,54€ al TAEG fisso di 7,20%e TAN 4,45%, in promozione con interessi totali in assoluto versati 2.276,78€ e spese d’istruttoria pari a 1.122,10€.

 

Anticipo TFR

Tutti noi sappiamo cosa sia ormai il Trattamento di Fine Rapporto, quell’accantonamento mensile che l’azienda nella quale lavoriamo, pubblica o privata, fa contabilmente per liquidare poi al lavoratore la somma maturata degli interessi previsti, una volta terminato il rapporto contrattuale vincolante.

Ciò che non tutti sanno, invece, è che possiamo richiedere anticipatamente questo importo e finanziare così le nostre spese, per esempio la ristrutturazione di una cosa al fine di adeguarla alle nuove esigenze energetiche . I requisiti per poter richiedere l’anticipo al nostro datore di lavoro sono molto semplici: innanzitutto un’anzianità di servizio di almeno 8 anni e poi un giustificato motivo che agevoli la procedura.

Potremo presentare la domanda di anticipo direttamente al nostro capo, il quale fungerà da finanziaria; una volta valutata la conformità ai requisiti formali e a quelli di merito sui motivi giustificanti, ci sarà erogata una somma fino al 70% del totale importo accantonato come TFR fino a quel momento.

In seguito alla riforma della previdenza complementare del 2007, la situazione è divenuta un po’ più complicata per quei lavoratori che svolgono il proprio ruolo presso un’impresa con più di 50 dipendenti; in tal caso spetta a loro la decisione se lasciare il TFR in azienda ovvero prevedere l’accantonamento presso un Fondo Pensione.

Se lasciamo decidere al principio del silenzio assenso o scegliamo la prima opzione, non sarà possibile richiedere l’anticipo del TFR per ristrutturare la casa, ma solo per acquistare una prima abitazione. Nel secondo caso, invece, non avremo problemi di sorta a finanziare i nostri progetti di ristrutturazione e ammodernamento mediante questo strumento che potremmo chiamare finanza previdenziale.