Tasso Usuraio Finanziamento: Definizione, Calcolo e Soglia di Legge 2019



Definizione

Il Tasso di Usura, così come la pratica di anatocismo, sono due comportamenti di cui bisogna tenere conto quando si accede al mercato finanziario e si ha a che fare con gli istituti finanziari e le Banche, qualsiasi sia il contratto in essere. Se dovessimo, in particolare, subodorare qualcosa che non va su un prestito o un mutuo contratto riguardo al tasso d’interesse applicato, allora sarà nostra cura informarci e analizzare profondamente la questione. Il tasso di usura sul finanziamento, infatti, è stabilito annualmente dal Ministero del Tesoro mediante comunicato a cadenza trimestrale: un’azione prevista e disciplinata dalla legge 108 del 1996.

Non dobbiamo poi associare l’usura al solo mero prestito, al quale è connotato direttamente il significato semantico della parola stessa: l’usura è, infatti, una parola neolatina legata alla pratica del prestito ad alto tasso d’interesse, pratica socialmente riprovevole e utilizzata per indurre i debitori ad accettare le condizioni veramente sfavorevoli poste dal creditore o a vendere propri beni a un prezzo sotto la soglia di mercato.  Nell’Italia unificata post 1861, tanto per far comprendere al lettore l’importanza di quest’argomento, non c’era alcun limite né controllo sui tassi d’interesse funzionali ai prestiti e ai finanziamenti e l’interesse convenzionale era stabilito a volontà dei contraenti. Il resto d’usura fu addirittura depenalizzato e solo dopo quasi un secolo, grazie al codice penale Rocco del 1930, fu reintrodotto nell’ordinamento legislativo questo reato, in base all’articolo 644: in base a questo, però, l’illecito era commesso solo se i tassi d’interesse erano alti (criterio oggettivo) e se si dimostrava di aver approfittato dello stato di bisogno del finanziato (criterio soggettivo), quindi era molto difficile provare la colpevolezza.

E’ con la già citata legge n°108, solo nel 1996 che si sono inasprite le pene e si è disciplinato chiaramente  la normativa al riguardo, tutelando le vittime dell’usura secondo i criteri che poi descriveremo nel seguito dell’articolo. In conformità a questa legge, non sono solo i prestiti sotto la lente d’ingrandimento del potere giudiziario, ma anche tutti gli altri tipi di prestito, siano essi legati all’apertura di una linea di credito in conto corrente, sia un fido o uno scoperto, anticipi e sconti legati a strumenti di pagamento, leasing et similia. Nei prossimi capitoli vedremo cosa dice la legge al riguardo e quali sono le azioni che il consumatore può mettere in atto per tutelare la sua persona, finalizzate a porre il creditore di fronte alle proprie responsabilità, nel caso sia accertata la violazione.

 

Calcolo

Come anticipato nella descrizione iniziale, la normativa sull’usura si definisce nella legge numero 108 del 1996, quindi è molto attuale la tutela che ne è derivata. Nel primo articolo della legge possiamo leggere la definizione data al termine usura e le sanzioni penali derivanti da chi incorre in questo tipo di reato, in base al Codice di Procedura Penale. Nel secondo articolo della legge, abbiamo la definizione tecnica del tasso d’usura sui finanziamenti e l’indicazione dell’organismo che deve, trimestralmente, emettere i valori e i parametri ai quali i finanziatori devono sottostare per non incorrere nel reato.

Il Ministero collabora con l’Ufficio Italiano dei cambi e della Banca d’Italia al fine di rilevare il Tasso Effettivo Globale Medio: questo valore è calcolato basandosi sui costi delle commissioni, sulle remunerazioni occorse nei finanziamenti e sui prestiti, sulle spese, ad esclusione di quelle appannaggio dell’Erario, ovvero le imposte e le Tasse e sui tassi d’interesse applicati dagli istituti finanziari e dalle banche.

I valori poi sono catalogati in base al format del rapporto da cui sono stati generati, siano essi i prestiti, i conti correnti e via discorrendo: la loro ufficialità segue la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e, dopo i canonici giorni, incidono nel panorama finanziario a tutti gli effetti di legge. Tutti gli istituti che operano nel mercato del credito sono inoltre tenuti a esporre nelle proprie sedi, a favore di tutti i clienti e secondo le modalità che ritengono più opportune, questa classificazione, una volta comprovata l’efficacia.

Il tasso d’usura, come descritto nella legge stessa, è calcolato in conformità a questo parametro medio, attraverso una formula certificata: il tasso effettivo globale medio va moltiplicato per il 25% e a questo valore vanno aggiunti quattro punti percentuali con un unico limite previsto, quello della differenza massima tra tasso medio e tasso soglia risultante dopo l’applicazione della formula, non superiore agli 8 punti percentuali. La storia ha mostrato anche differenti modalità di calcolo, in ragione di crisi economiche e congiunture particolari, per rispondere peculiarmente alle dinamiche del mercato finanziario: ad esempio, nel 2011, visto il rialzo dei tassi d’interesse medi, in seguito alla crisi economica globale e allo scoppio della bolla immobiliare negli USA, fu disposto con provvedimento temporaneo che il tasso d’usura fosse uguale alla moltiplicazione del tasso medio effettivo globale per 1,5, ossia superiore del 50%.

Navigando attraverso il web, possiamo verificare la storia illustrata graficamente inerente all’andamento del tasso d’usura nel corso degli anni: concentrandoci sullo strumento dei prestiti personali, l’attuale soglia è fissata al valore del 16,05% oltre il quale si passa il confine tra lecito e illecito. Prima dell’introduzione dell’euro, quando c’era ancora la Lira come valuta e alcuni possono ricordarselo, la soglia salì addirittura al 24% mentre nel 2009 raggiunse il minimo storico.  Il reato di usura si configura, come scritto nella legge stessa, come quel reato per mezzo del quale un soggetto finanziatore applica un tasso superiore all’indice indicato dal Ministero del Tesoro a un suo prodotto erogato a favore di un altro.

 

Soglia di Legge 2019

Dopo aver disquisito sulla teoria, veniamo ora agli aspetti che più interesseranno il lettore, i termini pratici, i valori di soglia stabiliti con l’ultima comunicazione da parte del Ministero del Tesoro, ai quali i differenti prodotti finanziari sono soggetti nel secondo trimestre del 2019 (fino alla fine di giugno quindi) per non incorrere nel reato di usura. I tassi d’interesse regolari devono quindi essere di sotto questi parametri ben chiari e definiti, senza alcuna opportunità di deroga alcuna alla legge e alla comunicazione, in ragione del principio chiave della legge secondo la quale un comportamento è considerato doloso anche in caso di negligenza del finanziatore che ha ben chiari i suoi doveri:



  • Se abbiamo aperto un credito direttamente in conto corrente, per una cifra non superiore ai 5.000€, il tasso medio è di 10,74%, mentre la soglia massima è 17,425%;
  • Se, invece, l’apertura di credito in conto corrente riguarda una cifra superiore ai 5.000€, allora il tasso medio rilevato è nell’ordine del 8,4%, mentre la soglia anti usura è 14,5%;
  • Se lo strumento creditizio è uno scoperto senza affidamento, fino a 1.500€, il tasso medio è 15,56%, mentre la soglia è 23,45%;
  • Per gli scoperti senza affidamento, stavolta superiori ai 1.500€, il tasso medio ammonta a 15,36% con la soglia massima di 23,20%;
  • Nel caso di soldi liquidati per anticipi e sconti fino a 50.000€, il tasso medio è 7,06% mentre la soglia massima è 12,825%;
  • Se gli anticipi e gli sconti riguardano somme tra 50.000€ e 200.000€, il tasso medio è 5,03%, mentre la soglia massima è 10,2875%;
  • Se lo stesso prodotto finanziario, quello degli anticipi e degli sconti, riguarda somme superiori ai 200.000€, allora il tasso medio rilevato è 3,01%, mentre la soglia massima ammonta a 7,875%;
  • Il tasso medio che riguarda i crediti personali, a prescindere dall’importo, è di 9,64% con il tasso di soglia massima anti usura a 16,05%;
  • Per i cosiddetti “Altri Finanziamenti”, sempre prescindendo dall’importo correlato, il tasso rilevato dal Ministero è 8,95%, mentre il tasso d’usura è 14,7375%;
  • Nel caso del nuovo strumento molto utilizzato dei Prestiti con la Cessione del Quinto, grazie al quale molti pensionati e lavoratori dipendenti riescono ad accedere al credito anche se non hanno un alto merito creditizio, abbiamo un tasso effettivo globale medio rilevato del 11,59%, mentre il tasso soglia è pari a 18,4875% se riguardano importi inferiori a 15.000€;
  • Per i prestiti con la cessione del quinto legati a importi superiori a 15.000€, il tasso medio è 8,24% con il tasso anti usura pari a 14,3%;
  • Nel caso dei prestiti finalizzati di ogni importo, il tasso medio rilevato è 9,18%, mentre il tasso soglia è stabilito al 15,475%;
  • Nel caso del Credito Revolving, connesso a molti strumenti di pagamento come le carte di credito, il tasso effettivo globale medio rilevato è di 16,06%, con il tasso soglia pari al 24,06%;
  • Se abbiamo attivo o attiveremo un finanziamento utilizzando le carte di credito, troviamo descritto un tasso medio del 12,13% e un tasso anti usura di 19,1625%;
  • Infine, per i mutui ipotecari a tasso fisso di qualsiasi importo, l’indice medio è del 2,61%, con il tasso anti usura che è di 7,2625%;
  • Il tasso medio dei mutui ipotecari a tasso variabile è invece stato rilevato al 2,33% con la soglia fissata al 6,9125%.

 

Come Capire se la Banca applica Tassi Usurai

Se, dopo aver visualizzato tutte queste informazioni, pensiamo di essere vittime di un illecito ovvero di essere titolari di uno strumento finanziario al quale la nostra banca o altro istituto stia applicando un tasso superiore alla soglia trimestralmente emessa dal Ministero del Tesoro, allora possiamo iniziare ad approfondire la questione.

Grazie a internet e al World Wide Web abbiamo oggi disponibili milioni di articoli al riguardo e strumenti predisposti proprio a questo scopo, facilissimi da utilizzare in via preventiva. Ad esempio sul portale web dell’associazione da tutti conosciuti a tutela dei consumatori, Altroconsumo, abbiamo la possibilità di utilizzare un calcolatore programmato: basterà indicare la tipologia di prestito o finanziamento, scegliendo tra le varie categorie disponibili, compresi i mutui, poi dovremo inserire altri dati come il capitale finanziato, il numero e la scadenza delle rate, la data del contratto, il Tasso Annuo Naturale (TAN).

In aggiunta, compileremo anche il campo riguardante le cosiddette spese generiche, quelle concernenti l’istruttoria, alla gestione della pratica nel suo complesso, le commissioni d’incasso rata, l’eventuale compenso a favore dell’intermediario e il premio di una polizza opzionale sottoscritta: cliccando alla fine sul pulsante Calcola, visioneremo a schermo il Tasso Annuo Effettivo Globale del finanziamento con la soglia parametrata per l’anti-usura connessa a quella particolare tipologia di prodotto, con l’indicazione della liceità o meno del tasso d’interesse.

Lo strumento di Altroconsumo non è certo vincolante, né ha pretese di essere una prova concreta, ma sicuramente ci allarmerà in prima battuta sulla questione: se dovessimo accorgerci di essere probabilmente vittima di usura, potremo inoltrare un reclamo scritto secondo le regole contrattuali indicate, al nostro istituto di credito, descrivendo il problema e chiedendo lumi al riguardo.

Se la nostra azione non dovesse avere alcun seguito e l’istituto dovesse soprassedere la questione, potremo avviare l’iter burocratico descritto dalla legge, rivolgendoci al nuovo istituto dell’Arbitro Bancario e Finanziario, un sistema di risoluzione alternativa delle controversie tra clienti, banche e altri intermediari, molto utile e conveniente. Se vogliamo ricorrere a quest’organismo indipendente e imparziale, possiamo leggere la procedura direttamente dal portale web dell’istituto, all’indirizzo arbitrobancariofinanziario.it.

In caso di esito negativo dall’arbitrato, allora dovremo per forza rivolgerci all’Autorità Giudiziaria, con aggravio di costi e di tempo: servirà infatti una perizia econometrica compilata da un perito competente o da organismi specializzati in questo tipo di servizi, chiaramente certificati. Purtroppo nel nostro sistema legislativo l’onere della prova spetta molto spesso a chi ricorre contro un ipotetico reato, agendo in giudizio: il costo di una causa per questo tipo di reato d’usura, è chiaramente connesso alla perizia contabile e a quelli dell’onorario per l’avvocato che ci deve rappresentare di fronte al giudice.

Nel caso fossimo sicuri di aver ragione, non dovremo preoccuparci, perché vincendo la causa, il soggetto debitore sarebbe riconosciuto vittima di usura e otterrebbe il rimborso di tutte le spese giudiziali, senza aggravio di oneri accessori. La banca o l’istituto finanziario reo del reato dovrebbe rifondere totalmente il debitore sostenendo le spese processuali da lui anticipate e quantificate dal giudice.

Se ci accorgiamo di questo reato, anche in seguito, non dobbiamo disperare perché i tempi di prescrizione di tutti i rapporti contrattuali di solito sono nell’ordine dei dieci anni e abbiamo tempo e modo di agire secondo le modalità più opportune: senza fretta, ma nemmeno dimenticandocene.  L’unico discrimine sarà inerente alla decorrenza di questo termine, ovvero la data dalla quale si calcola il tempo inerente la prescrizione, differente in base al tipo di rapporto contrattuale in essere: in caso di contratto di finanziamento, sia esso un prestito, un leasing o un mutuo, il termine coincide con il saldo dell’ultima rata, mentre per tutte le altre operazioni creditizie, come l’assegnazione di un fido e tutti gli strumenti finanziari connessi ai conti correnti, il termine della decorrenza inizia dal momento in cui si chiudono questi rapporti.

Conseguenze Civili e Penali

Come il lettore avrà sicuramente capito, una volta accertato il reato legato all’applicazione di un tasso d’usura, ci saranno conseguenze sul piano legale, sia a livello penale, sia a quello civile. Molto importante, quest’ultima, perché incide assolutamente sul prosieguo del rapporto contrattuale tra le parti: infatti in base al codice civile, se un finanziatore o una banca sono dichiarati colpevoli in sede giudiziaria, allora il contratto in essere vede annullata la clausola che disciplina gli interessi.

Che cosa significa tutto questo? Ebbene, il debitore non sarà più obbligato a corrispondere alcuna quota d’interessi, ma solo a rifondere le quote capitali; il debitore potrà anche avvalersi della possibilità di rescindere il contratto, tranne nel caso si sia contratto un mutuo per il quale sarà invece valida la sola restituzione del capitale, senza interesse alcuno.

Chi ha ricorso e ha vinto per reato di usura, potrà chiedere la rescissione del contratto sottoscritto tempo addietro, dimostrando però la tesi connessa al vecchio criterio soggettivo del codice Rocco: bisognerà dimostrare la sproporzione tra le prestazioni delle parti, ovvero che la parte creditrice abbia approfittato di uno stato di bisogno soggettivo della controparte, ottenendo una differenza spropositata tra il valore reale e il valore finanziato, maggiore di almeno la metà. In parole più semplici, se l’applicazione del tasso d’usura ha generato un capitale comprensivo d’interessi superiore del  50% di quello che sarebbe stato invece quello dovuto secondo la soglia limite del tasso anti usura, allora il debitore potrà rescindere dal contratto, dimostrando lo stato di bisogno in cui viveva quando ha accettato queste condizioni.

Inoltre, se il debitore riuscirà a dimostrare la violazione di regole etiche e morali, oltre gli obblighi di correttezza e soprattutto buona fede da parte del Banca o dell’Istituto finanziario, allora sarà possibile richiedere anche un risarcimento danni civile a compenso di questa condotta dolosa.

Il codice penale prevede per questo tipo di reato, anche la reclusione da 2 a 10 anni, compresa una multa tra i 5.000€ e i 30.000€; in caso dell’applicazione di circostanze aggravanti scritte nel Codice Penale, queste pene possono essere inasprite. Una delle aggravanti che citiamo tra le tante descritte nella normativa inerente questo concetto, è quella del reato commesso nell’ambito dell’esercizio professionale di attività bancaria o d’intermediario mobiliare.